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Banche salvate, arrivano le offerte

Private equity e banche in campo per le quattro good bank nate con il decreto salvabanche: cioè la Nuova Banca Marche, la Nuova Banca Etruria, la Nuova Cassa di Risparmio di Chieti e la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara.
Sul tavolo dell’advisor finanziario Société Générale e dei legali di Chiomenti sarebbero arrivate, secondo le indiscrezioni, alla scadenza di ieri alle ore 18, le manifestazioni d’interesse dei private equity internazionali Bc Partners, Blackstone, Apollo, Lone Star, Oaktree, Centerbridge che si sarebbero fatti avanti per l’intero perimetro, e di alcuni gruppi bancari, tra cui la Banca Popolare di Bari, che potrebbe essere interessata alla nuova CariChieti.
Tra i soggetti potenzialmente in gara ci sarebbero anche fondi asiatici. Infine, tra i soggetti che hanno manifestato interesse c’è anche il gruppo Primus Capital.
Del resto anche lo stesso presidente delle quattro good bank, Roberto Nicastro, ieri ha confermato di aspettarsi «che gli interessi arrivino sia dall’estero sia dall’Italia, sia da banche sia da operatori di private equity». Ai microfoni di Radio24, Nicastro ha poi aggiunto che quello di ieri è solo «un primissimo passaggio, poi si capirà meglio nelle fase successive. Il primo stadio è in linea con queste procedure improntate alla trasparenza e alla maggior competitività possibili».
Insomma, se in questa fase si registra «semplicemente un interesse a ricevere la brochure delle quattro banche, quello che in gergo si chiama il `killer´», solo dopo si capirà «quanto significativi sono gli interessi» da parte degli istituti.
La road map è di fatto tracciata. Ora l’asta proseguirà con la fase delle offerte non vincolanti e, successivamente, con quelle finali.
La strada preferita dalle Authority prevede la cessione in un unico blocco complessivo delle quattro banche. Una eventuale fusione tra i quattro istituti è quindi una decisione che potrebbe eventualmente competere al partner che le rileverà.
Tuttavia saranno valutate attentamente anche possibili offerte separate per una o più delle good bank, soprattutto da parte di quei soggetti industriali che punteranno a creare delle sinergie geografiche.
Si attendono dunque i prossimi passaggi. Entro metà febbraio verrà inviato ai soggetti interessati un info memo, quindi non appena le quattro banche approveranno i bilanci del 2015.
I tempi per la cessione, secondo le attese, dovrebbero essere abbastanza brevi. L’Unione europea preme infatti perchè la cessione delle quattro banche salvate dal governo siano vendute in tempi brevi e l’obiettivo è di arrivarci entro la primavera inoltrata.
Alla fine dell’asta sarà però necessario il via libera di Banca d’Italia. L’intenzione, come indicato fin dall’inizio del processo, è di andare verso un collocamento sul mercato nei confronti di attori di primario standing che saranno comunque soggetti all’autorizzazione di via Nazionale.
In questo contesto il desiderio è quello di ottimizzare le condizioni di cessione e prestare attenzione al territorio: ad esempio alle tematiche di tipo occupazionale.
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