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Banche, il salvataggio spagnolo Il Popular va al Santander per un euro

Una soluzione lampo per una crisi che covava da tempo. Dopo mesi di lotta per la sopravvivenza, il Banco Popular, settima banca di Spagna, evita il fallimento passando al primo gruppo bancario del Paese, il Banco Santander, per il prezzo simbolico di 1 euro. Un’operazione che è considerata il primo vero test per il regime di risoluzione delle crisi bancarie della zona euro. Il Santander, che ha chiuso la giornata di Borsa in sostanziale parità, prevede di realizzare un aumento di capitale da 7 miliardi, da concludere entro il mese il mese prossimo, per riportare alla piena normalità il Banco Popular, gravato da 37 miliardi di crediti in sofferenza nel settore immobiliare.

La presidente del Banco Santander, Ana Botin, ha annunciato che in realtà saranno necessari 7,9 miliardi di accantonamenti per risanare i disastrati conti del Banco. La natura totalmente privatistica dell’operazione ha permesso al governo spagnolo di tirare un sospiro di sollievo: non vi è stato alcun ricorso al denaro pubblico e non vi sono rischi di contagio per il sistema bancario iberico. A pagare il conto dell’operazione saranno gli azionisti della banca madrilena e i detentori di titoli subordinati.

La svolta nella vicenda del salvataggio del Banco Popular, che nell’ultima settimana ha perso oltre il 50% della sua capitalizzazione e ha subito una fuga di correntisti, è avvenuta con l’intervento della Bce che aveva annunciato: il Banco «sta fallendo o rischia di fallire». La Bce, pertanto, «ha debitamente informato il consiglio di risoluzione unica (Srb) che ha adottato un regime di risoluzione che implica la vendita di Banco Popular a Banco Santander». La banca guidata da Ana Botin, una delle prime dell’intera area euro, ha spiegato di essere stata «selezionata» in occasione di una vera e propria asta. Si tratta, in ogni caso, di un matrimonio di convenienza anche per il Santander. Rilevando il Banco Popular, il gruppo porta a 17 milioni il numero dei clienti in Spagna, si rafforza come prima banca spagnola per depositi e crediti, con una quota di mercato del 20% e, soprattutto, sale al 25% del mercato del credito alle Pmi. Previste sinergie per 500 milioni di euro e un ritorno dell’investimento del 13-14% entro il 2020.

Marco Sabella

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