Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche, salvataggi in proprio

Il bail in prende forma. Azionisti, creditori e correntisti non garantiti parteciperanno attivamente al salvataggio interno bancario. Alla risoluzione si affiancherà un piano di riorganizzazione aziendale, che darà modo all’istituto in crisi di proseguire in futuro con la propria attività. La responsabilità viene così a gravare sui soli soggetti aventi rapporti diretti con l’ente, evitando il coinvolgimento dei contribuenti, i cui fondi non saranno più impiegati per colmare i buchi degli istituti privati; lo stato interverrà solo in extremis. L’autorità di risoluzione italiana designata ai fini della partecipazione al Comitato unico di risoluzione e al Comitato delle autorità di risoluzione dell’autorità bancaria europea è Banca d’Italia.

Le risoluzioni. Dei due schemi di decreto legislativo all’esame preliminare del consiglio dei ministri di ieri, l’uno recepisce e dà attuazione alla direttiva europea 59/2014 sulla risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento; l’altro, in linea col precedente, modifica la disciplina vigente sulle crisi bancarie (ex dlgs 58/1998). «Una banca si intende risolvibile» si legge nel dlgs «quando anche in presenza di situazioni di instabilità finanziaria generalizzata e di eventi sistemici, essa può essere assoggettata a risoluzione, minimizzando le conseguenze negative per il sistema finanziario italiano e nella prospettiva di assicurare la continuità delle funzioni essenziali». Accertati i presupposti del dissesto (tramite commissari esterni indipendenti che quantificano il tasso di insolvenza e il gravame del debito), Banca d’Italia sceglie di applicare una delle quattro misure di risoluzioni, tra cui: cessione di beni e rapporti giuridici a un soggetto terzo, a un ente-ponte, a una società veicolo per la gestione delle attività, o salvataggio interno, bail in. Tale ultima forma permette di ottenere nell’immediato una diminuzione delle posizioni debitorie aperte (riducendo il valore delle passività cedute o convertendole in capitale), nonché nuova liquidità derivante da quei rapporti non garantiti tra banca e cliente.

Bail in. Il coinvolgimento della clientela nel risanamento bancario interno parte da coloro che detengono azioni e strumenti di capitale, seguiti dai soggetti in possesso di titoli subordinati e obbligazioni, creditori subordinati, creditori chirografari e correntisti per somme superiori ai 100 mila euro. «Quando una passività è interamente cancellata, gli obblighi a carico dell’ente () sono estinti a tutti gli effetti e il loro adempimento non può essere richiesto nell’ambito di successive procedure». Per contro, «quando un passività è ridotta parzialmente, lo strumento o il contratto dal quale deriva la passività resta efficace in relazione al debito residuo». Se dalle predette operazioni non sono reperite sufficienti risorse, cadono vittime del bail in anche i depositi sopra i 100 mila euro di persone fisiche e pmi. L’intervento pubblico (bail out) è previsto solo in caso di ripercussioni sul funzionamento del sistema finanziario complessivo. Sono esclusi dal bail in i depositi protetti da garanzia sotto i 100 mila euro (formati per lo più da disponibilità liquide), le passività garantite e i covered bonds, le cassette di sicurezza e i titoli detenuti in un conto apposito, le passività interbancarie e derivanti da partecipazioni a sistemi di pagamento di durata originaria e residua inferiore ai 7 giorni, i debiti commerciali, quelli verso i dipendenti per remunerazione e benefici pensionistici e quelli fiscali privilegiati.

Riorganizzazione. Avendo come fine il ripristino del patrimonio e la continuazione dell’attività, «quando il bail in è applicato per ricapitalizzare un ente sotto risoluzione, è redatto e attuato un piano di riorganizzazione aziendale» da uno o più commissari speciali. Entro un mese dall’applicazione del bail in, il piano viene trasmesso a Banca d’Italia, che, d’intesa con la Banca centrale europea, comunica l’adeguatezza di questo al ripristino dell’attività finanziaria di lungo termine; in caso contrario, richiede modifiche.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa