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Banche, rimborsi automatici per i bond acquistati prima di agosto 2013

Dopo una lunga serie di annunci e rinvii, pare che questa sia la volta buona. Domani o giovedì il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto con le regole per i rimborsi ai risparmiatori che avevano perso i soldi investiti nelle obbligazioni delle quattro banche fallite a novembre: Etruria, Marche, Carife e CariChieti. Nello stesso testo ci saranno le misure per accelerare il recupero delle «sofferenze», in modo da far partire il mercato italiano dei crediti deteriorati e sostenere l’attività del nuovo Fondo Atlante, creato per supportare le banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione.

Come funzioneranno i rimborsi? Se le obbligazioni subordinate erano state acquistate prima dell’agosto 2013, l’indennizzo sarà automatico, anche se questo non vuol dire che il risparmiatore avrà sempre indietro tutti i soldi perduti. Se invece i bond erano stati sottoscritti dopo quella data, si dovrà passare attraverso gli arbitrati «gestiti» dall’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone. Due volte su tre il rimborso sarà automatico perché su 330 milioni di obbligazioni andate in fumo, 228 erano state emesse prima dell’agosto 2013. Ma perché proprio quella data come spartiacque? Perché quello è il momento in cui è entrato in vigore, in Europa e quindi anche in Italia, il burden sharing : cioè l’obbligo, in caso di dissesto di una banca, di convertire in azioni le obbligazioni subordinate prima di chiedere aiuto allo Stato. Al di là dei tecnicismi è il compromesso raggiunto con l’Unione europea per evitare che da Bruxelles arrivi una nuova accusa di aiuti di Stato. I fondi, sempre a carico del sistema bancario, dovrebbero salire da 100 a 300 milioni di euro, consentendo di coprire tutti i risparmiatori che nelle quattro banche avevano anche un conto corrente. Sugli ultimi dettagli, però, i lavori sono ancora in corso. È possibile, ma non è sicuro, che i rimborsi restino automatici anche per le obbligazioni comprate dopo l’agosto 2013 ma a patto che l’importo sia inferiore ai 10 mila euro e che l’Isee del risparmiatore, l’indicatore che misura la ricchezza del suo nucleo familiare, sia sotto i 21 mila euro. È possibile, ma non è sicuro, che al di sotto delle stesse soglie il rimborso sarà integrale mentre mano a mano che si sale si andrà a scalare. È possibile, ma nemmeno questo è certo, che in caso di arbitrato la precedenza nei giudizi venga data ai risparmiatori più anziani.

Per questo riguarda le correzioni sul recupero crediti, dovrebbe scattare l’obbligo del rito sommario di cognizione, una corsia più veloce, per tutte le cause di competenza del giudice unico. Mentre potrebbe arrivare un nuovo filtro per evitare che una parte delle controversie arrivi in tribunale, con la possibilità per il giudice di procedere a una condanna d’ufficio, fino a un massimo di 10 mila euro, per la parte che agisce in giudizio in malafede. Per la vendita dei beni pignorati potrebbe diventare obbligatorio il ricorso ai canali digitali. Mentre dovrebbe essere estesa la competenza dei tribunali delle imprese, includendo anche le controversie su concorrenza sleale e pubblicità ingannevole

Lorenzo Salvia

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