Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche, recupero soft sui vecchi Npl

Il pegno non possessorio non avrà efficacia immediata – Il patto marciano potrebbe applicarsi sui finanziamenti in corso.

Quattro mesi di tempo per presentare le richieste di rimborso. E misure per il recupero dei crediti senza un impatto immediato. A una prima lettura del testo del nuovo decreto legge sulle banche n. 59 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri e da oggi in vigore, si conferma l’impressione di un pacchetto di misure assai significative ma circoscritte quanto a perimetro di applicazione, e sono quelle in qualche modo ormai dovute dedicate al rimborso degli obbligazionisti delle 4 banche in default, e di altre misure che sicuramente innalzeranno la tutela per i creditori, con aspetti di possibile gradimento anche per i debitori, soprattutto in prospettiva, senza però essere decisive per i presenti stock di crediti in sofferenza.
Pegno non possessorio
È il caso del pegno non possessorio, con il quale si prova a dare una prima risposta alla tradizionale inadeguatezza del nostro sistema di garanzie mobiliari più volte segnalata anche in sede internazionale. Il pegno potrà essere costituito dall’imprenditore su beni mobili, da macchinari alle scorte di magazzino passando per i beni in corso di lavorazione, destinati all’esercizio d’impresa senza perderne l’utilizzo. Determinante sarà però la realizzazione del registro informatizzato presso l’Agenzia delle entrate dove andrà iscritta la garanzia. Nessuna efficacia immediata quindi ma una possibile e futura reciproca convenienza con l’imprenditore che potrebbe ottenere credito un po’ più agevolmente e le banche che potranno contare su uno strumento inedito per il nostro ordinamento giuridico.
Patto marciano
Inedito per il nostro sistema delle garanzie è anche l’allargamento del “patto marciano” o, meglio, l’istituzione di una forma di finanziamento alle imprese assicurata attraverso il trasferimento di un immobile. Trasferimento che scatterà ovviamente solo in caso di inadempimento del debitore. Il patto può essere concluso sia al momento del contratto di finanziamento sia successivamente. In questo senso, l’istituto, dopo accordo tra banca e imprenditore, potrebbe trovare un’applicazione anche ai finanziamenti già in corso. In caso di inadempimento il bene può essere ceduto dopo l’effettuazione di una perizia sul valore e con la possibilità che il debitore incassi la differenza rispetto all’importo del debito garantito.
Registro delle insolvenze
Nella direzione della (faticosa) creazione di un mercato dei crediti in sofferenza va poi la costituzione di un Registro delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi: un maniera per consentire ai soggetti interessati agli acquisti di crediti deteriorati di potere contare su un set adeguato di informazioni. Il costo per l’acquisizione di informazioni, infatti, oltre rendere più ardua l’attribuzione di una valore degli Npl, ne deprime anche la valutazione che deve essere depurata delle spese sostenute per ottenere le informazioni.
Le altre misure per il credito
Nella direzione di un taglio dei tempi delle esecuzioni vanno poi le misure sull’inammissibilità dell’opposizione dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione del bene pignorato, la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo per le somme non contestate la possibilità di assegnazione del bene a un terzo e l’utilizzo obbligatorio del canale telematico per le vendite forzate.
Gli indennizzi
Per accedere all’indennizzo automatico ci saranno quattro mesi di tempo a partire dalla conversione in legge del nuovo decreto d’urgenza. Calendario alla mano e al netto dei 60 giorni concessi alle Camere per il via libera al Dl il primo giorno utile per le domande potrebbe essere il 4 luglio 2016. A partire dalla data di presentazione della richiesta il Fondo di solidarietà, verificati requisiti e condizioni di accesso, avrà poi 60 giorni di tempo per liquidare i rimborsi automatici. Il che vorrebbe dire che i primi indennizzi potranno essere liquidati anche a inizio settembre. Non solo. La presentazione dell’istanza al Fondo per recuperare con «erogazione diretta» almeno l’80% degli investimenti persi con la procedura di risoluzione delle 4 banche fallite «non consente il ricorso alla procedura arbitrale». Per quanti, invece, dovranno accedere all’arbitrato gestito dall’Anac, perché hanno acquistato bond dopo il 12 giugno 2014 o perché non rispettano una delle due condizioni (patrimoniale o reddituale) i tempi sono ancora incerti visto che il decreto rinvia alla procedura arbitrale della legge di stabilità e dunque a un Dm Economia e Giustizia e a un Dpcm che ne dovranno fissare le regole. Il Dl concede al Governo altri 90 giorni per l’attuazione.
Chi potrà accedere? I requisiti sono noti e l’articolo 9 del Dl n. 59 non presenta novità dell’ultima ora. La procedura automatica, che il provvedimento definisce «Accesso al Fondo di solidarietà con erogazione diretta» è riservata agli investitori che hanno acquistato strumenti finanziari subordinati entro il 12 giugno 2014 e li detenevano alla data della risoluzione delle quattro banche poste in liquidazione. Per accedere alla procedura automatica l’investitore doveva essere in possesso «di un patrimonio mobiliare di proprietà» di valore inferiore a 100mila euro, oppure doveva avere un reddito Irpef nell’anno 2015 inferiore a 35mila euro.
Per fissare il patrimonio mobiliare il decreto stabilisce che occorre sommare i beni mobiliari posseduti al 31 dicembre 2015 (calcolati con il nuovo Isee), al corrispettivo pagato per gli strumenti finanziari posseduti al momento della procedura di risoluzione delle banche (il 22 novembre scorso). Non entrano nel conteggio oneri e spese legate all’operazione di acquisto.
Agli indennizzi potranno accedere persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, e coltivatori diretti. L’istanza per l’indennizzo forfettario andrà presentata al Fondo di solidarietà indicando: i riferimenti e il domicilio, anche digitale; la Banca posta in stato di liquidazione dove sono stati acquistati gli strumenti finanziari; le quantità di bond sottoscritti; il controvalore alla data di acquisto; i corrispettivi pagati, nonché gli oneri e le spese legate all’operazione. Serviranno anche i moduli sottoscritti, i contratti di acquisto, le attestazioni degli ordini nonché la dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare e l’ammontare del reddito al 31 dicembre 2015. Attenzione però a dichiarare il falso. Per dichiarazioni non veritiere si scivola nel reato e scatteranno le sanzioni penali. Salta, inoltre, il tetto di 100 milioni per il Fondo di solidarietà fissato dalla legge di stabilità. Le risorse arriveranno dal sistema bancario e garantiranno le somme necessario per il ristoro dei 10.559 obbligazioni subordinati.
Le imposte anticipate (Dta)
Un capitolo a parte del Dl è dedicato alle imposte anticipate trasformate in crediti d’imposta dagli istituti di credito. Per poter mantenere in vita questo meccanismo viene chiesto al sistema bancario il pagamento di un canone dell’1,5% annuo fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2029. L’1,5% è calcolato sulla differenza tra l’ammontare delle attività per le imposte anticipate e le imposte versate (Ires e Irap). In sostanza, si calcolano tutte le Dta (Deferred tax asset) e le imposte pagate negli anni e si determina la differenza cui applicare il canone dell’1,5%. Se le imposte pagate superano le Dta iscritte in bilancio nulla è dovuto in quanto non si è beneficiato di agevolazioni fiscali nonostante il credito Dta. Per l’esercizio dell’opzione irrevocabile fino al 2029 gli istituti avranno 30 giorni di tempo.Saranno le Entrate a fissare le modalità. Il pagamento del canone è condizione irrinunciabile posta da Bruxelles per non considerare le Dta aiuti di Stato. Dalla relazione tecnica emerge anche che una parte della maggiori entrate realizzate con le norme sulle Dta e stimate in 224,3 milioni per il 2016 andranno a rifinanziare per 124,3 milioni il decreto missioni internazionali.

Marco Mobili
Giovanni Negri

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa