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Banche, pronte le 89 pagelle: Eba e Bce, obiettivo trasparenza

Sono in tutto 89 le banche dell’area dell’euro sottoposte agli stress test condotti dall’Eba (European banking authority) e dalla Bce/Ssm e i cui risultati saranno resi noti in due gruppi ben distinti venerdì 30 luglio nel tardo pomeriggio, a mercati chiusi. L’esercizio 2021, che conterrà nuovi modelli per la valutazione del rischio di credito collegati alla crisi pandemica e alle misure anti-Covid, riguarderà 50 istituti per lo stress test EU-wide dell’Eba, di cui 38 banche significative dall’area dell’euro vigilate dalla Bce/Ssm (per l’Italia BPM, Montepaschi, Intesa San Paolo, Mediobanca e Unicredit). In aggiunta per la prima volta saranno resi noti anche i dati aggregati e banca per banca di 51 istituti più piccoli nello stress test realizzato e pubblicato dalla Bce/Ssm: per la lista di questi istituti bisognerà attendere la pubblicazione venerdì.

L’obiettivo dei due esercizi è lo stesso ed è triplice: identificare i rischi e le vulnerabilità del sistema bancario europeo, misurare la resilienza delle banche contro i rischi di mercato in uno scenario avverso e testare la capacità del capitale prudenziale e rapporto CET1 di assorbire le perdite in una situazione di stress. Sulla trasparenza, la dose è stata rincarata quest’anno, perché l’incertezza della pandemia sta imponendo uno sforzo di maggiore disclosure, come sottolineato più volte dal presidente della vigilanza Andrea Enria.

I risultati degli stress test verranno utilizzati per il processo di revisione e valutazione prudenziale della vigilanza (Srep) e per le linee guida del buffer di capitale del secondo pilastro (P2G). Lo stress test del 2020 è stato avviato ma poi sospeso per la crisi eccezionale della pandemia.

Sebbene non si tratti per entrambi gli esercizi di un “esame”, e dunque non vi saranno promossi e bocciati, il CET1 di tutte le principali banche europee sarà comunque messo alla prova calato in uno scenario avverso: dallo stress test dell’Eba emergerà un’indicazione puntuale del capitale e della riduzione del capitale, mentre lo stress test della Bce indicherà una forchetta tra soglie. Le forchette saranno quattro (range da 1 a 4) con una riduzione massima e minima di CET1 ratio e leverage ratio.

Per contro, la metodologia, i modelli, il sistema bottom-up che parte dalle misurazioni effettuate dalle banche stesse e i due scenari utilizzati nei due stress test (uno base fornito dalla Bce e uno avverso messo a punto dal Comitato europeo per il rischio sistemico Cers) sono pressoché uguali: e questo consentirà confronti e comparazioni. L’esercizio della Bce contiene tuttavia alcune semplificazioni per tener conto della dimensione più piccola delle banche analizzate. L’informazione per singola banca (11 tipi di dati in tutto) delle 51 sarà meno granulare rispetto allo stress test Eba sui 38 istituti significativi. I due esercizi sono comunque considerati complementari dalla vigilanza.

Il contesto pandemico, che è temporaneo e quindi non necessariamente esteso per tutta la durata 2020-2023 dello stress test, rappresenta una novità di metodo quest’anno: sono stati introdotti due nuovi modelli sulla trasparenza (transparency templates) per misurare le perdite del rischio di credito causate dalla crisi Covid-19, con proiezioni vincolate da limiti conservativi (caps e floors) indicati dalla vigilanza. Alle banche è stata chiesta questa volta anche una “exit strategy”, una modalità di uscita dalle misure di flessibilità sulle regole di vigilanza introdotte durante la crisi pandemica, e dagli interventi di sostegno come le moratorie e le garanzie pubbliche.

Gli accantonamenti per le perdite dal rischio di credito sono stati calcolati per i flussi e per le consistenze, prima e dopo Covid-19 al fine di valutare nella maniera più esatta possibile l’impatto pandemico, tra scenario base e scenario avverso.

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