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Banche popolari, la carica dei 25.000 alle assemblee

La carica dei 25mila soci. Domani sarà giorno di assemblea per una grossa fetta del mondo delle Banche popolari, e tra Bergamo, Lodi e Modena (oltre alle sedi distaccate collegate in diretta) si riuniranno 25mila soci di Ubi, Banco Popolare e Bper. In teoria, potrebbero essere molti di più visto che complessivamente ad aver annunciato l’intenzione di votare sono stati oltre 60mila, ma considerato che più della metà esprimerà la sua preferenza per delega, gli uffici soci si attendono di dover ospitare (e sfamare) in totale 25mila persone.
Il gruppo Ubi si prepara all’assemblea più numerosa della giornata, visto che alla Fiera di Bergamo si attendono 7-8mila soci. A pochi chilometri di distanza, a Lodi, si terrà quella del Banco Popolare, che tuttavia riunirà i soci per le operazioni di voto anche a Novara, Verona e Lucca: in totale, si prevedono 9mila persone. Bper, archiviato il clima da stadio delle assiste 2011, si prepara a ospitare più o meno la stessa rappresentanza dell’anno scorso: 8mila soci tra la sede di Modena e i centri voto distaccati di Lamezia Terme e Avellino.
L’udienza Ubi
La vigilia più calda resta quella che si vive intorno a Ubi. Ieri, il tribunale di Bergamo ha deciso di prendersi qualche giorno in più per decidere sul ricorso urgente presentato da Giorgio Jannone; l’iniziativa dell’ex deputato Pdl, capofila di “Ubi banca, ci siamo”, mira a escludere le altre due liste per il board della popolare, quella del consiglio di sorveglianza uscente che ha candidato Andrea Moltrasio e quella bergamasca “Ubi, Banca Popolare!” guidata da Andrea Resti, denunciando irregolarità nella presentazione delle liste. Ieri mattina il presidente del Tribunale di Bergamo, Ezio Siniscalchi, si è riservato nel dettaglio di decidere sulla competenza territoriale. No comment da parte dei legali di Ubi e della terza lista, mentre Jannone ha preannunciato che «in ogni caso, in considerazione dei tempi ristretti, impugneremo l’assemblea».
Il cantiere Bpm
Sabato prossimo si svolgerà invece l’assemblea della Banca Popolare di Milano, anch’essa al centro di una fase delicata con il progetto di trasformazione in Spa. Il presidente del Consiglio di gestione, Andrea C. Bonomi, ieri ospite del forum “Banca e Impresa” organizzato da Il Sole 24 Ore, ha fatto il punto: «Riusciremo a realizzare la trasformazione in società per azioni ibrida in accordo con le sigle sindacali», ha dichiarato Bonomi, che si è detto «fiducioso» di riuscire a realizzare il passaggio con il consenso dei sindacati, «che giustamente vogliono vedere la struttura finale del progetto prima di esprimersi. Sono sicuro che riusciremo a fare questo passaggio insieme», ha aggiunto Bonomi, ricordando che «ci sono ancora due mesi» per trovare un accordo con i sindacati prima dell’assemblea straordinaria del 22 giugno. Sul tavolo resta anche la modalità di voto da parte dei soci, e in particolare l’ipotesi del voto elettronico: «Adotteremo tutte le regole che serviranno a rendere Bpm una casa di vetro; ciò a partire dal voto assembleare che, ove non palese, dovrà comunque essere tracciabile. Vogliamo coinvolgere il maggior numero di soci nelle scelte per Bpm», ha scritto ieri Bonomi nella lettera agli azionisti firmata anche dal ceo Piero Montani.
Intanto la banca ha chiesto un parere alla Banca d’Italia sul progetto di trasformazione: «L’istanza è stata fatta e ora aspettiamo: è un progetto complesso e non si può dare un giudizio in pochi giorni». A chi gli chiedeva se la sua Investindustrial aumenterà la propria partecipazione in Bpm una volta trasformata la banca in Spa, Bonomi ha risposto che «la mia intenzione è che rimanga una banca ad azionariato diffuso, più vicina al territorio e non a un azionista piuttosto che a un altro».
Sempre ieri, mentre il consigliere Giovanni Bianchini ha rassegnato le dimissioni dal consiglio di sorveglianza («in relazione alle posizioni di dissenso espresse nel corso della riunione consigliare del 4-5 aprile con riguardo al bilancio e alla relazione annuale»), la Fiba-Cisl ha confermato il suo no al progetto: «Ai dipendenti diciamo di votare contro la trasformazione in spa all’assemblea straordinaria», ha detto Giuseppe Gallo, segretario generale della sigla sindacale, che conta in Bpm circa un migliaio di iscritti sugli ottomila dipendenti. Il progetto del presidente del consiglio di gestione, Andrea Bonomi, secondo Gallo «si regge su un’equazione infondata: che la banca Spa, insieme alla onlus e all’aumento di capitale gratuito per l’assegnazione di azioni ai soci equivalga alla vecchia banca popolare. Questa é la formula che io contesto».

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