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Banche, più tutele

Se la banca sospende o rifiuta di dar corso agli ordini di pagamento del cliente (tra gli altri le cosiddette domiciliazioni bancarie per il pagamento delle bollette) viola i principi del contratto con il cliente ed è un atto censurabile. La banca deve infatti motivare e giustificare lo stop unilaterale. È questa una delle pratiche rilevate nella contrattualistica bancaria che la Camera di commercio di Milano e Monza ha ritenuto vessatoria e pertanto da abolire. Le nuove regole che tutelano il consumatore saranno presentate a Milano venerdì 18 maggio. Il parere delle due camere di commercio riguarda le clausole vessatorie nei contratti di conto corrente bancario e dei servizi di incasso e pagamenti. Clausole che dopo il restyling delle camere di commercio non potranno più essere inserite.

La procedura di verifica e controllo delle condizioni contrattuali dei conti correnti bancari e dei servizi di incasso e pagamento ha visto coinvolti i maggiori istituti di credito milanesi e italiani con le camere di commercio per migliorare la chiarezza e la trasparenza dei contratti. Cartellino rosso per la clausola cd di pegno omnibus. La clausola in questione prevede che tutti beni del correntisti che detiene la banca siano assoggettati al vincolo di garanzia per i crediti attuali e futuri del correntista. Questa clausola è stata ed è spesso invocata dalle banche per ritardare la restituzione di somme, valori e titoli nel caso di recesso del cliente dal rapporto di conto. Per il team che ha esaminato i contratti questa disposizione non corrisponde a canoni di correttezza e lealtà e pertanto è stata censurata.

Si chiarisce poi che la comunicazione della modifica unilaterale da parte della banca delle condizioni contrattuali dovrà avvenire entro due mesi minimo. Le modalità della comunicazione dovrà essere effettuata per iscritto o con altro supporto durevole che il cliente deve aver accettato. Bocciata la pratica di rimandare al cliente la lettura di fogli informativi presenti nei siti internet della banca; ma è prassi corretta segnalare invece al cliente in maniera dettagliata e semplice gli organismi deputati a risolvere le controversie. Un capitolo è dedicato anche al diritto, al motivo e alla tempistica del recesso.

È precisato che sul diritto di recesso il cliente può recedere senza penalità e senza specificare il motivo entro dieci giorni lavorativi dalla data di conclusione del contratto.

Il diritto di recesso può avvenire termine di dieci giorni lavorativi dalla data di conclusione del contratto. Sia il cliente che la banca possono recedere anche senza preavviso qualora vi sia un giustificato motivo o una giusta causa, dandone immediata o pronta comunicazione all’altra parte. Il recesso ha effetto nel momento in cui la parte non recedente ne riceve comunicazione.

A partire da tale data non sarà dovuto il corrispettivo mensile per il servizio da cui si recede, ma anche prima di tale data non potranno essere imposti costi aggiuntivi per servizi non richiesti dal cliente.

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