Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche, più trading e meno rettifiche: così corrono i colossi

Con una certa sorpresa degli investitori, i risultati del terzo trimestre diffusi finora dalle principali banche europee sono stati di gran lunga superiori alle attese degli analisti. Ma non è’ tutto oro quello che luccica. I miglioramenti della bottom line, infatti, sono da attribuire all’andamento di due poste finanziarie che saranno difficilmente ripetibili nel quarto trimestre: la netta riduzione delle rettifiche sui crediti e il forte aumento degli utili da trading.

La minore cautela sugli accantonamenti sui prestiti deriva dal forte rimbalzo dell’economia che si è registrato in tutta Europa e che ha trovato conferma nei dati del Pil diffusi venerdì scorso. Ma la fiducia ritrovata nel periodo luglio-settembre è già svanita. La seconda ondata della pandemia, con la conseguente esplosione dei contagi e i vari lockdown nazionali che si stanno susseguendo, sta rapidamente portando a una nuova caduta dei consumi in tutta Europa. E la crisi di molte imprese è destinata a ripercuotersi sui bilanci bancari, con nuovi incrementi delle rettifiche su crediti. Il terzo trimestre del 2020, dunque, pare già solo una breve parentesi di ottimismo (forse eccessivo) per i conti delle banche europee.

In molti casi, nel periodo luglio-settembre la somma dei profitti da trading e dei minori accantonamenti su prestiti è stata pari alla metà dell’utile lordo delle banche. È il caso, per esempio, della spagnola Bbva che ha annunciato un utile lordo trimestrale di 1,976 miliardi, di cui 322 milioni derivanti da utili da trading e 500 milioni di minori rettifiche su crediti rispetto alle stime di consenso degli analisti (le “provisions” sono state di 928 milioni rispetto alle attese di 1,429 miliardi). Dati analoghi anche per l’altra grande banca spagnola, il Santander, che alle due grandezze deve circa metà dei profitti di gruppo. La banca presieduta da Ana Botin ha realizzato nel trimestre un utile lordo di 3,175 milioni. Ma le rettifiche su crediti sono state di circa 800 milioni inferiori alle previsioni (2,5 miliardi rispetto a un consenso di 3,3 miliardi) e gli utili da trading sono stati pari a 652 milioni (+95% rispetto alle stime degli analisti).

L’ottimismo sul rimbalzo dell’economia nel terzo trimestre ha contagiato anche le banche britanniche come dimostrano i mini-accantonamenti sui prestiti a rischio fatti da Hsbc (-60% rispetto al consenso, anche grazie all’esposizione in Asia) e da Natwest (-60%). Rettifiche in calo anche per la tedesca Deutsche Bank, che ha potuto annunciare il ritorno all’utile trimestrale (482 milioni di profitto lordo) grazie alla forte crescita degli utili da trading (+47% per fixed income e valute).

Ora la speranza di molte banche è che nell’ultimo scorcio dell’anno resti alta la volatilità sui mercati e che ciò permetta di compensare con gli utili da trading le nuove prevedibili perdite che deriveranno dai crediti all’economia reale.

Nel frattempo, tutte le banche europee che finora hanno diffuso i risultati trimestrali hanno evidenziato un rafforzamento dei coefficienti patrimoniali (Cet1), tranquillizzando la Vigilanza Bce. Ma la maggiore patrimonializzazione, come dimostrano i dati, è stata ottenuta con una spesso drastica riduzione degli attivi ponderati al rischio (risk weighted assets). In sostanza, la crisi ha indotto le banche europee a diventare più “piccole”. Il divario dimensionale rispetto alle grandi banche Usa è destinato ad aumentare.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa