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«Banche, più credito alle imprese»

Il saluto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, centra il tema del dibattito alla celebrazione della 89ima giornata del risparmio, organizzata come tutti gli anni dall’Acri, l’Associazione tra le Fondazioni e le Casse di risparmio. «I primi e incerti segnali di ripresa devono indurre a rafforzare tutte le azioni di sostegno all’economia, in uno sforzo generale al quale non può mancare l’apporto del sistema bancario e finanziario», afferma Napolitano rilevando che il contributo delle aziende di credito deve «partire da un’adeguata espansione dei finanziamenti alle imprese, in particolare piccole e medie».
Ripresa e banche dunque. Quella ripresa attesa per fine anno in un clima di «incertezza elevata», secondo il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, ma che l’Italia «ha tutte le carte in regola per agganciare», secondo il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. E quelle banche che lesinano i finanziamenti alle imprese perché, spiega Visco, sono diventati troppo rischiosi, come testimonia l’elevato livello delle sofferenze. Gli sforzi, continua il governatore, li devono fare insieme banche e imprese, che sono fra le più indebitate a livello internazionale e che devono trovare un canale alternativo al credito bancario. Il ministro è d’accordo anche se lui già vede «segnali di miglioramento nell’accesso al credito delle imprese».
Visco torna a confermare la solidità del sistema italiano che ha saputo rafforzare il suo capitale tanto da poter definire «non fondate le opinioni di chi dice che oggi avrebbe forti necessità di ricapitalizzazione». Le banche italiane non hanno nulla da temere dall’esercizio di valutazione della Bce e dagli stress test del prossimo hanno, ribadisce Saccomanni, dicendosi sicuro del fatto che gli istituti tricolore «non avranno bisogno di ricorrere a nessuno dei meccanismi di risoluzione europea» di aiuto pubblico.
Ci sono ancora problemi sul fronte dei finanziamenti sui mercati e sulla liquidità assicurata dai prestiti della Bce, che non possono comunque costituire una modalità permanente, aggiunge Visco. Il quale a questo proposito ha confermato che la Banca d’Italia ha ottenuto dalla Bce l’autorizzazione a valutare internamente i collaterali da portare in garanzia a Francoforte. Palazzo Koch sta definendo le modalità operative per far accettare come collaterali anche i portafogli crediti delle banche.
Il ruolo degli istituti bancari rimane decisivo e ad essi è richiesto, aggiunge il governatore, uno sforzo ulteriore per migliorare la redditività: devono razionalizzare la rete distributiva, ridurre i costi anche del lavoro ma con particolare riguardo alle remunerazioni degli alti dirigenti. Le banche italiane in sostanza «risentono di una crisi finanziaria e macroeconomica di cui non sono responsabili». «Soffrono però anche di ritardi e negligenze nell’adeguare operatività, efficienza, qualità dei servizi offerti e assetti organizzativi all’evoluzione dei mercati. Devono cioè continuare a fare la loro parte con una coraggiosa azione di rinnovamento».
Infine le Fondazioni: Saccomanni e Visco raccomandano la diversificazione del loro portafoglio e il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti si dice d’accordo, difendendo una volta di più tali enti che hanno, dice, contribuito con 7,3 miliardi di euro negli ultimi cinque anni alla ricapitalizzazione delle banche partecipate e che chiedono di essere trattati come gli altri azionisti: «Non ci lasceremo espropriare dei nostri diritti, né lasceremo che i nostri territori siano espropriati».

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