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Banche, più competenza

Amministratori e sindaci di banche e intermediari finanziari dovranno comprovare il possesso di specifiche competenze in settori come la tecnologia informatica, i sistemi di controllo interno, la gestione dei rischi e la regolamentazione nel settore bancario e finanziario.

Lo prevede il decreto 169 del 23 novembre 2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 310 del 15 dicembre 2020, e con il quale il ministro dell’economia e delle finanze definisce i requisiti e i criteri di idoneità allo svolgimento dell’incarico degli esponenti aziendali delle banche e degli intermediari finanziari.

Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 30 dicembre e andrà a sostituire la precedente regolamentazione risalente al 1998.

Il decreto ministeriale, composto da ben 27 articoli più un allegato, individua anche i requisiti e i criteri che devono possedere gli esponenti degli istituti di moneta elettronica, dei confidi, degli istituti di pagamento, delle società di credito al consumo e delle società fiduciarie iscritte all’albo di cui all’articolo 106 tub, delineando una completa e significativa riforma della disciplina previgente, prevedendo, tra l’altro, una più marcata differenziazione tra requisiti e criteri: i primi caratterizzati, come già previsto nella normativa vigente, da elementi di oggettività e tassatività, i secondi connotati da un margine di discrezionalità più ampio e quindi in grado di cogliere in modo sostanziale la qualità degli esponenti, in particolare per quanto riguarda la loro correttezza e competenza. Oltre ai suddetti criteri di correttezza (che si aggiungono ai requisiti di onorabilità) e di competenza (che si aggiungono ai requisiti di professionalità), vengono introdotti nuovi profili di valutazione quali l’indipendenza di giudizio, l’adeguata composizione collettiva degli organi (in termini di età, genere, durata di permanenza nell’incarico), la disponibilità di tempo e, per le banche di maggiori dimensioni, limiti al cumulo degli incarichi.

In questo modo il ministero dell’economia ha inteso rafforzare in modo significativo gli standard di idoneità degli esponenti aziendali e dei responsabili delle principali funzioni aziendali (antiriciclaggio, compliance, risk managament, internal audit e cfo) in primo luogo elevando i requisiti già previsti dalla regolamentazione vigente, in secondo luogo introducendo ulteriori profili che rendono la nuova normativa più stringente di quella attuale e maggiormente adatta a valutare situazioni che, per loro natura, non si prestano a valutazioni automatiche ma richiedono un apprezzamento caso per caso. Tutto ciò avendo cura di bilanciare tali requisiti e profili sulla base della dimensione e complessità operativa dell’ente di riferimento, nel pieno rispetto del principio di proporzionalità. La disciplina italiana viene così allineata ai più elevati standard europei e si va ad integrare alle disposizioni previste nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico.

«Con il decreto sui requisiti degli esponenti aziendali introduciamo una profonda riforma della disciplina, volta a rafforzare le modalità di selezione dei manager delle banche e degli intermediari finanziari. Requisiti e criteri di selezione più stringenti per valorizzare ulteriormente la competenza, la trasparenza e l’indipendenza di giudizio. Un regolamento atteso da tempo, che dota l’Italia di una normativa in linea con le best practices a livello europeo», ha commentato il ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri.

La nuova normativa rappresenta pertanto un importante tassello nel rafforzamento degli enti finanziari, attraverso una rigorosa selezione dei soggetti incaricati della loro guida.

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