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Banche, più capitale in Europa per le Sifi di Francia e Germania

di Fabio Pavesi

Che una raffica di ricapitalizzazioni del sistema bancario in Europa stia arrivando è ormai noto a tutti. E la settimana che si è appena aperta sarà assai nervosa, in vista del prossimo week end in cui dovrebbe prendere contorni il piano salva-banche.

Un assaggio lo si è visto ieri con la delusione dei mercati sulle parole sia di Schaeuble che della Merkel che hanno in qualche modo stemperato facili entusiasmi. Al vertice dei leader Ue di domenica prossima a Bruxelles si faranno passi avanti «per rispondere alle incertezze sui mercati finanziari», ma difficilmente vi saranno «soluzioni permanenti». Così si è espresso il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, lasciando intendere che al summit dovrebbe essere raggiunto solo l'accordo sul Core Tier 1 al 9%, il requisito minimo di capitalizzazione che le banche sistemiche (le cosiddette Sifi) dovranno rispettare. Sulla stessa linea il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, secondo il quale i leader approveranno un «pacchetto» di misure per far fronte alla crisi, ma avvertendo che non ci saranno soluzioni risolutive.

E del resto la crisi serpeggia da troppo tempo per riuscire a domarla in un colpo solo. Di certo c'è che i Governi dal 2008 hanno già fatto molto, iniettando centinaia di miliardi solo in Europa per tenere in piedi soprattutto le banche di modello anglosassone, i conglomerati dove la finanza speculativa convive con le attività tradizionali del credito.

E il nuovo salvataggio in extremis di Dexia, dopo quello del 2008 costato ai contribuenti franco-belgi 5 miliardi di euro, di certo ha rappresentato un'accelerazione della crisi.

Ma come, si sono sicuramente detti tutti, una banca (Dexia) che ha tuttora un Core Tier sopra il 12% costretta a chiedere aiuto ai Governi per evitare il crack? Ovvio che questo evento del tutto inatteso ha messo in fibrillazione sia le autorità politiche che i banchieri.

Segno di certa inaffidabilità dei requisiti patrimoniali. Ora l'attenzione è particolarmente rivolta alle Sifi le grandi banche sistemiche, troppo grandi per fallire, per le quali l'elenco potrebbe elevarsi a 40 unità tra Usa ed Europa. Del resto proprio Dexia figurava tra le Sifi. Quasi un monito a fare presto.

Più capitale, ma chi e come?

Se sulla necessità di rafforzare il patrimonio degli istituti c'è di fatto un consenso, resta sullo sfondo il tema di chi e come. E qui emergono i contrasti veri. Le stime di molti analisti parlano di 200 miliardi in tutta Europa con questa volta in prima fila le grandi banche d'Oltrape. Da Royal Bank of Scotland che necessiterebbe, secondo Citigroup, di almeno 16 miliardi per portare il Core Tier 1 al 9% in caso di forte stress sui debiti sovrani. A seguire le varie Bnp; SocGen; Barclays; Deutsche Bank e Commerzbank con deficit patrimoniali tra i 13 e i 6 miliardi. Come si vede sono le grandi banche d'affari, le superbanche dove la finanza più che il credito tradizionale regna sovrana.

Fino a ieri se la sono cavata tenendo il più basso possibile l'attivo per il rischio. Basti pensare che in media per le grandi superbanche del Nord Europa le attività rischiose pesano per il 30% sul totale del bilancio, mentre le banche tradizionali retail hanno un attivo a rischio al 50% del totale. Il "trucco" è tutto lì, consentito di fatto dalle regole di Basilea che avvantaggiano da sempre le attività finanziarie a scapito del credito a imprese e famiglie. Considerare a minor rischio il trading e i portafogli titoli rispetto agli impieghi all'economia reale ha permesso di governare le banche d'affari con meno capitale, pur ottenendo dei Core Tier 1 più alti delle banche commerciali. È il vero paradosso di Basilea. Tanto che le poche banche a ricapitalizzare in Europa da inizio anno sono state proprio le italiane. Tanto da far dire ieri a Mussari presidente dell'Abi: «Non ci sarà nessuna raffica di aumenti di capitale e nessuna banca italiana ha problemi. Gli istituti italiani – ha continuato – sono simili tra loro come qualità degli attivi e livelli di leva, con una salute abbastanza buona, in virtù di quanto effettuato negli anni precedenti». Ora tocca ad altri.
 

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