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Banche, petrolio, Fmi Borse ancora a picco Milano giù del 5,6%

ROMA.
Una nuova ondata di vendite travolge le Borse di mezzo mondo. In Asia, in Europa, negli Usa, ovunque domina il segno meno. I mercati europei soffrono più degli altri. I titoli bancari sono letteralmente bersagliati. Non aiuta l’ennesimo calo del petrolio, ormai ai minimi da 12 anni. Così, mentre anche il Fmi dice che si aggravano i timori per il rallenty cinese e crescono i rischi al ribasso per l’economia globale, gli indici sprofondano: da Madrid a Parigi, da Londra a Lisbona, da Francoforte ad Atene le perdite sono massicce. Ancora una volta Milano è maglia nera con un ribasso del 5,63%. Si riallarga lo spread, che tocca quota 160 prima di ripiegare. L’oro, come sempre nei momenti di tensione, si conferma un bene rifugio e guadagna oltre il 5%, al top degli ultimi 12 mesi. In un giorno le Borse europee “bruciano” ben 242 miliardi di euro e Piazza Affari da sola ne manda in fumo quasi un decimo, cioè 23,4. «Movimenti sistemici», prova a rassicurare il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che colpiscono il settore bancario in ogni angolo del globo e che sono legati «alle prospettive di crescita meno incoraggianti di qualche mese fa». Non c’è «un fattore specifico». E l’Italia continua lungo la strada delle riforme, quelle bancarie in testa.
Preoccupate dall’ennesima caduta delle Borse, le autorità europee riunite a Bruxelles cercano di tranquillizzare risparmiatori e investitori. Sebbene non fosse all’ordine del giorno, la questione banche entra di prepotenza nell’agenda del vertice. Il ministro Schaeuble, il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem e il commissario agli Affari economici Moscovici forniscono la chiave di lettura ufficiale: il settore è forte, i crolli dei mercati sono esagerati. «Reazioni eccessive», come le definisce il leader tedesco. E il francese: «Serve fiducia, perché il comparto bancario è più solido». Ma il presidente dell’Eurogruppo approfitta dell’occasione per dire che sì, certo, «siamo in una situazione molto migliore rispetto a sei anni fa», però quando i mercati sono volatili, ci vuole «mano ferma» sui conti pubblici. «Tutti devono rispettare i propri obblighi», avverte, facendo così immaginare che sarà complessa la battaglia italiana per la flessibilità. Quindi ricorda che Draghi considera il Patto di stabilità un’ancora di fiducia: «Ha ragione e va preso con serietà».
Dagli Usa, il presidente della Fed Janet Yellen ribadisce che l’ipotesi di tassi negativi non è da escludere: «Stiamo guardando per essere pronti ». A New York il greggio scende a 26,6 dollari, sorprendendo lei stessa. Lo scivolone smuove i paesi Opec che ora sarebbero pronti a cooperare per un taglio alla produzione. In Italia, tra i titoli più colpiti ci sono i bancari: Ubi Banca (-12,11%), Mps (-9,88%), Banco Popolare (-8,71). Ma anche Unicredit e Intesa Sanpaolo chiudono con un rosso attorno al 7%.
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