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Banche, percorso virtuoso da continuare

Negli ultimi anni le banche italiane hanno fatto molti passi avanti. Hanno rafforzato il patrimonio (23 miliardi nel 2017 – di cui 4 miliardi forniti dallo Stato per Mps – con un aumento medio del Cet1 di due punti, al 13,8%). Hanno ridotto l’esposizione verso i titoli di Stato di «oltre un quarto, a circa 300 miliardi, rispetto al picco del 2015». Ma, soprattutto, è stato ridotto «l’ammontare dei crediti deteriorati» di quasi un terzo al netto delle rettifiche di valore, a 135 miliardi e il tasso di copertura degli Npl ha superato il 53%, «un tasso sensibilmente superiore a quello medio delle principali banche europee». Il calo della consistenza dei crediti deteriorati «ha riflesso il forte aumento delle cessioni sul mercato secondario», mentre «le vendite previste per quest’anno raggiungerebbero 65 miliardi per l’intero sistema bancario». Il governatore Ignazio Visco ieri ha passato in rassegna gli importanti progressi messi a segno dal settore del credito, sin troppo spronato negli ultimi mesi dalla vigilanza europea in tema di riduzione degli Npl. E ha toccato anche il delicato capitolo del credito cooperativo, in questi mesi al giro di boa cruciale dell’autorizzazione da parte della Bce alla costituzione dei tre nuovi gruppi. «La riforma in corso di attuazione consentirà alle Bcc di continuare a sostenere con efficacia le economie locali anche nel nuovo contesto regolamentare, mantenendo allo stesso tempo lo spirito mutualistico che la contraddistingue», ha sottolineato. Ma nel passare in rassegna i passi avanti, il governatore sembra al contempo mettere in guardia dai significativi rischi che si correrebbero se si interrompesse o rallentasse ora il percorso virtuoso intrapreso. Non va dimenticato, d’altro canto, che nei giorni scorsi la Lega aveva presentato una mozione in parlamento per una moratoria di 18 mesi della riforma del credito cooperativo. «Per un settore», come quello del credito cooperativo, ha detto Visco, «procedere con operazioni di aggregazione è una necessità urgente». Il governatore ha messo in evidenza come negli ultimi 10 anni la patrimonializzazione abbia segnato il passo, così come il coefficiente di solvibilità (solo +2% contro il 7% del sistema), l’incidenza degli Npl sia ancora elevata e tassi di copertura più bassi della media. «In assenza di gruppi – è il monito – la legge richiederebbe di gestire le crisi di singole Bcc con soluzioni di tipo liquidatorio». Le Bcc che rischiano la liquidazione, se non decolleranno i nuovi gruppi, sono circa 40. Visco ha anche spronato il settore nel suo complesso ad andare avanti, in particolare sugli Npl. «La riduzione dei crediti deteriorati deve proseguire con decisione, traendo beneficio dal progressivo sviluppo del mercato secondario, anche grazie ai primi frutti della riforma delle procedure esecutive immobiliari». Potrebbe prendere quota, di pari passo, anche un mercato secondario delle inadempienze probabili che «beneficerebbe dell’intervento di operatori specializzati in ristrutturazioni aziendali (fondi di turn-around) in grado di offrire alle imprese sia nuovi finanziamenti sia le risorse manageriali necessarie per il rilancio dell’attività».
Il governatore, infine, ha ricordato come il rafforzamento dei bilanci e il recupero di redditività saranno necessari alle banche per affrontare importanti sfide come quella posta del Fintech. Ma anche per adattarsi a novità regolamentari come i requisiti sulle passività per assorbire le perdite nelle crisi (il requisito Mrel), i nuovi principi contabili e i nuovi modelli interni usati per determinare le esigenze patrimoniali da parte del Ssm (Bce).

Laura Serafini

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