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Banche, parte la rivoluzione dei dati condivisi

La rivoluzione della Psd2 si prepara a partire. Dal 1° giugno è operativa l’architettura che permetterà a banche e terze parti di parlarsi e scambiarsi informazioni creando servizi innovativi. Per esempio consentirà al titolare di un conto corrente online di disporre pagamenti o ottenere informazioni sul conto stesso anche attraverso l’utilizzo di app di altri soggetti, bancari e non.

In buona sostanza le banche saranno nelle condizioni di fornire i dati sui conti correnti dei loro clienti, sempre e solo con la loro autorizzazione, ad altri operatori che offrono servizi dispositivi, i cosiddetti Pisp (Payment initiation service provider), informativi, gli Aisp (Account information service provider) e pagamenti con carta. Questi ultimi, una volta autorizzati e certificati dall’autorità regolamentare, potranno utilizzarli in maniera semplice tramite interfacce tecniche, le Api, programmi specifici che permettono il dialogo automatico tra software differenti.

A mettere a disposizione le Api sono piattaforme come Cbi Globe, alla quale hanno aderito a oggi quasi 300 banche che rappresentano circa l’80% del mercato bancario italiano. Dal 1° giugno le Api saranno effettivamente disponibili dal momento che, come richiede la tabella di marcia della direttiva Psd2, le banche devono mettere a disposizione interfacce dedicate mediante Api funzionanti per almeno tre mesi prima del 14 settembre, che è la vera data di partenza dell’intero sistema. In caso contrario gli istituti devono prevedere un sistema alternativo di interfaccia di backup dei dati del cliente.

Il Consorzio Cbi, laboratorio di innovazione del sistema bancario italiano, ha messo a punto con Globe un sistema di Api per le informazioni obbligatorie a disposizione delle banche in modo da evitare investimenti supplementari. Ma il progetto Cbi Globe guarda anche oltre: «L’essenza del valore abilitato dalla direttiva Psd2 non sta solo nella compliance legata alle informazioni obbligatorie – spiega Liliana Fratini Passi, direttore generale del Consorzio Cbi -, ma soprattutto nell’abilitazione di un ecosistema di carattere collaborativo in cui tutti i soggetti interessati, dalle banche alle cosiddette terze parti, possono condividere modelli per costruire nuovi servizi a valore aggiunto».

Dall’inizio della fase di test della piattaforma, lo scorso marzo, oltre trenta prestatori di servizi di pagamento hanno richiesto informazioni sulle Api di Cbi Globe, nella logica di sviluppare funzionalità innovative per i clienti. «In questo ambito lanciamo parallelamente l’Api Stakeholder Forum, un ecosistema collaborativo che coinvolgerà istituzioni, prestatori di servizi e fintech nella definizione di standard che permettano lo sviluppo di servizi innovativi a vantaggio del cliente, che sia business o consumer», conclude Fratini Passi.

Pierangelo Soldavini

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