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Banche, ora si rimborsa la liquidità

La Banca centrale europea annuncerà oggi una revisione al ribasso delle sue previsioni per l’economia dell’area euro nel 2013, ma difficilmente l’accompagnerà con un taglio dei tassi d’interesse. I mercati incorporano nei prezzi un nulla di fatto alla riunione di oggi a Francoforte.
La Bce potrebbe invece prolungare di sei mesi la scadenza, prevista per il 15 dicembre prossimo, del finanziamento illimitato nelle sue operazioni a tre mesi, mentre diverse banche che avevano ottenuto fondi nelle due Ltro (i finanziamenti triennali a cavallo della fine dell’anno scorso) si stanno preparando a restituirli in anticipo, alla prima scadenza possibile, cioè a gennaio. Se hanno avuto l’importante conseguenza di fornire liquidità alle banche in un momento difficile, le due operazioni (alle quale gli istituti di credito hanno ottenuto oltre mille miliardi di euro) non hanno però ottenuto l’altro effetto sperato, quello di stimolare i prestiti all’economia reale.
Le previsioni sull’andamento dell’economia dell’eurozona indicheranno oggi, come il presidente della Bce Mario Draghi ha anticipato il mese scorso, un peggioramento della crescita nel 2013, rispetto allo 0,5% previsto tre mesi fa. Gli economisti della Bce dovrebbero indicare ora una crescita zero o anche leggermente negativa, in linea con le indicazioni della Commissione europea. L’Eurotower, che pubblicherà per la prima volta anche le stime per il 2014, vede una ripresa che dovrebbe iniziare verso la fine del primo semestre dell’anno prossimo, ma molto lenta.
Questo quadro però difficilmente indurrà il consiglio della Bce a ribassare i tassi dall’attuale livello di 0,75%. Draghi ha detto più volte di ritenere l’attuale postura della politica monetaria “molto accomodante”, con tassi reali negativi, e inoltre la Bce ha seri dubbi sul fatto che un taglio raggiungerebbe l’economia reale, date le attuali difficoltà di trasmissione, soprattutto nei Paesi della periferia, che sono quelli che ne avrebbero maggior bisogno. A Francoforte, preferirebbero inoltre che si mettesse prima in moto il meccanismo dell’Omt, l’acquisto di titoli a breve lanciato da Draghi a settembre, ma che non ha finora ricevuto richieste di attivazione anche grazie al miglioramento delle condizioni di mercato favorito dall’annuncio dell’Omt stesso.
A favore di un taglio dei tassi militerebbe il recente calo dell’inflazione (da 2,5 a 2,2%), ormai nei pressi dell’obiettivo «al di sotto, ma vicina al 2%». Questo e il recente, ulteriore peggioramento dei dati sulla disoccupazione non dovrebbero essere sufficienti a smuovere i governatori. Anche se in passato, a differenza del suo predecessore Jean-Claude Trichet, Draghi ha sorpreso i mercati. Pressoché escluso, nelle aspettative di mercato, anche che la Bce decida di tagliare i tassi sui depositi delle banche presso l’Eurotower stessa, portandoli in territorio negativo.
Intanto, alcune banche si stanno preparando a rimborsare i prestiti dell’Ltro a gennaio. La Commerzbank lo ha annunciato pubblicamente il mese scorso e altre banche di Paesi del Nord Europa, che stanno beneficiando di entrate di capitali, potrebbero fare lo stesso. Secondo un sondaggio condotto da Morgan Stanley, rientrerebbero circa 80 miliardi di euro.

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