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Banche, no di Padoan alle regole di Nouy Lettera di Tajani alla Bce: vanno discusse

Il governo italiano e l’Europarlamento frenano le nuove indicazioni della Banca centrale europea sulla gestion e dei futuri crediti deteriorati delle banche, che sono state proposte dal Settore vigilanza Ssm sui principali istituti di credito europei guidato dalla francese Daniele Nouy. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, entrando nell’Eurogruppo a Lussemburgo (dove era invitato il presidente della Bce Mario Draghi), ha espresso «perplessità» sulla linea restrittiva di Nouy, che è indipendente dal vertice della sua istituzione ed è stata contestata in Italia anche dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, dal sistema bancario e dalle associazioni imprenditoriali. Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani di Forza Italia, ha inviato da Bruxelles una lettera a Draghi protestando perché le proposte di Nouy sui crediti deteriorati (Npl) non sono state preventivamente discusse con gli eurodeputati, che hanno un ruolo co-decisionale nella Ue. «In Italia c’è un problema di riduzione delle sofferenze bancarie — ha detto Padoan a Lussemburgo —. Il processo è iniziato e sta andando nella direzione giusta con una velocità crescente e di questo siamo soddisfatti».

Ma, ha aggiunto, «ho delle perplessità, sia sui modi che sui contenuti della comunicazione messa in discussione dal Single supervisory mechanism (della Bce, ndr). Ne discuteremo nelle prossime settimane». Calenda ha ipotizzato pesanti conseguenze per le piccole imprese e ha annunciato «una battaglia in Europa».

Tajani, senza commentare nel merito l’iniziativa del Ssm, ha scritto a Draghi di essere «profondamente preoccupato per il modo in cui è stata intrapresa». Ha specificato che gli «obblighi aggiuntivi» imposti alle banche «non hanno coinvolto nel modo appropriato il co-legislatore nel processo decisionale».

Chiede così che «le prerogative dell’Europarlamento come co-legislatore siano rispettate» anche «per evitare uno scontro inter-istituzionale sull’argomento». Nelle verifiche della Bce sulle 111 principali banche europee (in caso di choc sui tassi d’interessi), ben 51 saranno sottoposte a «discussioni intense» sull’adeguatezza del capitale. Padoan difende la Commissione europea, che sta attuando con «flessibilità» il controllo sui conti pubblici. Questo confronto continua oggi nell’Ecofin a 28 Paesi.

Ivo Caizzi

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