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Banche nel capitale di Unipol-FonSai

di Laura Galvagni e Marigia Mangano

La trattativa è ancora in pieno svolgimento ma la strada sembra essere in parte già delineata: dopo la fusione a quattro tra Premafin, Fondiaria Sai, Unipol Assicurazioni e Milano Assicurazioni, le banche creditrici potrebbero ritrovarsi nel capitale dell'agglomerato con una quota vicina al 10% come conseguenza della conversione di parte dei loro debiti in capitale.
Della questione si sarebbe cominciato a parlare una decina di giorni fa quando FonSai, a valle del complesso lavoro di pulizia del bilancio, ha annunciato perdite per 1,1 miliardi da coprire con un aumento di capitale di pari importo, rivedendo quindi al rialzo le iniziali stime di circa 350 milioni. Un ritocco che, per forza di cose, dovrà comportare un maggiore aggravio per le casse di Unipol. Da qui l'avvio di una trattativa per evitare che le perdite non previste di FonSai ricadano esclusivamente sulla compagnia di Bologna. Ugf, in pratica, ha chiesto alle banche finanziatrici della holding della famiglia Ligresti di fare la loro parte convertendo una parte dei debiti in capitale. In ragione di ciò, è possibile che gli istituti trasformino in equity circa 150-200 milioni della loro esposizione complessiva e risalente, con ogni probabilità, a quella portata in dote da Premafin. Poi, non è escluso che si proceda, più o meno con le stesse modalità, anche con la trasformazione in equity di una quota del prestito subordinato di Fondiaria contratto con Mediobanca e del valore di 1 miliardo. In entrambi i casi è plausibile ipotizzare che quelle quote vengano poi cedute in toto in parte dalle banche o sul mercato o a Unipol Gruppo Finanziario per rafforzare il controllo della holding sul nuovo agglomerato e contestualmente ridurre l'ammontare complessivo del debito. Il risultato finale vedrebbe le banche socie con un pacchetto potenziale di almeno 10% nella nuova Uni-FonSai. Al momento l'esposizione di Premafin è di circa 340 milioni, e di questi circa un terzo sarebbero in capo a UniCredit mentre tra gli altri figurerebbero anche Mediobanca, Credit Agricole, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Bpm.
Il tutto sta avvenendo mentre in Borsa non si arresta l'interesse per le società oggetto del maxi piano di integrazione e la Consob alza ancora di più il livello di attenzione sui soggetti coinvolti. In particolare, FonSai e Unipol ieri sono salite rispettivamente del 31,32% a 1,33 euro e del 30,33% a 0,31 euro. In una settimana la compagnia guidata da Emanuele Erbetta è cresciuta addirittura del 111% con oltre il 18% del capitale passato di mano. Il gruppo di Bologna invece nello stesso arco temporale è balzato del 63% (la metà di Fondiaria) con l'8% delle azioni transitate sul mercato. Premafin (+24% ieri) si è mossa nella stessa direzione ma con una performance decisamente più contenuta rispetto alla controllata: +20% e il 10% dei titoli scambiati. Tutti movimenti che secondo gli addetti ai lavori non trovano giustificazione nei valori fondamentali ma piuttosto potrebbero essere un primo tentativo di giustificare i futuri concambi dell'operazione allo studio. Anche se, si fa notare, qualcuno potrebbe aver cominciato a prendere posizione all'interno della galassia. Se così fosse, e i volumi su FonSai in parte lo accreditano, a giorni i nuovi soci potrebbero emergere. In Borsa, ieri, qualcuno ha anche sottolineato che nel corso della seduta le società sembravano muoversi all'unisono. Probabilmente, ha contribuito l'annuncio dell'avvenuta formalizzazione del consorzio di garanzia per gli aumenti di capitale che rafforza la probabilità di un buon esito dell'operazione. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, ieri le due compagnie hanno comunicato di aver ricevuto disponibilità da parte di Barclays Capital, Credit Suisse, Deutsche Bank, Mediobanca, Morgan Stanley, Nomura, Ubs Investment Bank e UniCredit a partecipare, in qualità di joint global coordinator e joint bookrunners, al consorzio per le iniezioni di liquidità.
Sui movimenti in Borsa, come detto, la Consob è al lavoro. Ieri l'autorità ha fatto sapere di aver avviato «un monitoraggio molto attento e serrato ancora dalla scorsa settimana», in coincidenza con l'avvio del rally dei titoli dopo il varo dell'operazione da parte dei consigli di amministrazione competenti. Gli acquisti rilevati dalla Consob sono sì copiosi ma coerenti con il flusso informativo circa l'operazione. Al momento non risultano pervenute segnalazioni circa il superamento di soglie rilevanti, ma gli investitori hanno 5 giorni di tempo per farlo, e dunque non è evidente se si tratti di semplice trading o di passaggio di quote.

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