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«Banche, misure ad hoc per gli esuberi Le Casse? Ci sarà una soluzione positiva»

Riduzione di personale e l’individuazione di un diverso modello di attività. A certificare il destino del settore bancario è Salvatore Rossi in occasione della 18° Giornata del Credito. Il direttore generale di Bankitalia e presidente dell’Ivass (l’Authority di Vigilanza sulle Assicurazioni) ricorda i due grandi fattori di cambiamento del contesto in cui operano le banche. Oltre alla «riforma delle regole di gioco della finanza», spiega Rossi, a determinare il nuovo scenario è «il formidabile sviluppo della tecnologia». La combinata di questi elementi ha già minato le fondamenta del modello creditizio tradizionale. Non a caso, l’ex capo del servizio studi di Bankitalia ricorre a una metafora sanitaria: «Ci si aspetta che l’industria bancaria italiana faccia esercizio fisico e perda peso al fine di recuperare agilità».

La cura suggerita da Rossi transita per «la razionalizzazione delle strutture organizzative centrali e della rete sul territorio, in modo da riassorbire l’eccesso di capacità produttiva. In non pochi casi saranno inevitabili interventi sul personale». Quest’ultimo passaggio è corredato degli strumenti da utilizzare sul fronte delle risorse umane: pensionamenti anticipati finanziati dal fondo di solidarietà del settore e, se necessario, anche misure legislative ad hoc per fare fronte agli esuberi, ricorrendo agli ammortizzatori sociali. Una specifica che innesca la reazione sindacale. La Fabi di Lando Sileoni fissa alcune condizioni. A partire dal secco no a ogni forma di coercizione e di obbligo su eventuali esuberi. Il secondo punto riguarda l’appello al governo affinché intervenga per rafforzare il fondo esuberi dei bancari e, infine, la contrarietà all’introduzione dell’indennità di disoccupazione nel settore. Ma la redditività delle banche non si recupera solo riducendo il personale. Il settore è chiamato a fare i conti anche con il resto dei suoi mali. È necessario «un buon governo societario che, promuova efficaci sistemi di controllo dei rischi, assicurando efficienza nel processo di allocazione del credito», osserva il dg di Palazzo Koch, specificando che «il problema dei problemi delle nostre banche è la bassa redditività. In Italia il problema è acuto e riflette l’elevato livello dei crediti deteriorati». Nell’elenco delle priorità figurano pure la dismissione delle attività non legate al core business, la mag-giore redditività ed efficienza tramite investimenti in tecnologia e formazione. Rossi parla di «nuovo modello».

Interpellato sulla sorte delle 4 good bank (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara) il dg di Bankitalia afferma che, anche in caso di fallimento della procedura di vendita, «ci sono ipotesi e strumenti per trovare una soluzione positiva, Quello che è importante, per Rossi, è «la stabilità finanziaria del Paese.

Andrea Ducci

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