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Banche, maxi-multa Ue sui titoli di Stato

In piena crisi finanziaria, tra il 2007 e il 2011, sette banche di investimento , tra cui l’italiana Unicredit, hanno partecipato, attraverso un gruppo di trader, ad un cartello nel mercato primario tramite e secondario dei titoli di Stato europei. Con questa accusa l’Antitrust europeo ha inflitto 371 milioni di multe complessive, che hanno colpito solo Nomura, Ubs e Unicredit . La sanzione maggiore, pari a 172,4 milioni, è stata inflitta alla svizzera Ubs. La giapponese Nomura ha ricevuto un’ammenda di 129,6 milioni, mentre Unicredit ha avuto una sanzione di 69,4 milioni. La banca di piazza Gae Aulenti ha subito contestato «con forza la decisione» sostenendo che la stessa non dimostra «alcun comportamento scorretto da parte di Unicredit. Perciò il gruppo «proporrà appello presso le Corti europee». Per il neo amministratore delegato Andrea Orcel è una nuova rogna giudiziaria, dopo la lite con il Santander che lo vede protagonista insieme a Ubs. NatWest non è stata sanzionata, in quanto ha rivelato alla Commissione l’esistenza del cartello ; neppure Bank of America e Natixis sono sanzionate perché la loro violazione supera il termine di prescrizione per l’imposizione di ammende.

Il comportamento delle sette banche viola le norme dell’Ue che vietano pratiche commerciali anticoncorrenziali quali la collusione sui prezzi, come prevedere l’articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e articolo 53 dell’accordo sullo Spazio economico europeo (See).

«Un mercato dei titoli di Stato europei ben funzionante è fondamentale sia per gli Stati membri della zona euro che emettono questi titoli per generare liquidità sia per gli investitori che li acquistano e li scambiano. La nostra decisione invia un chiaro messaggio che la Commissione non tollererà alcun tipo di comportamento collusivo », ha dichiarato la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, responsabile dell’antitrust.

Gli altri istituti

Natixis, NatWest, Portigon, BofA non sanzionate per aver collaborato o prescritte

Nel determinare il livello delle ammende, la Commissione ha tenuto conto in particolare del valore delle vendite nel See realizzato dai partecipanti al cartello per i prodotti in questione, del carattere grave dell’infrazione, compreso il fatto che il cartello riguardava un prodotto finanziario denominato in euro sul mercato primario e secondario, della portata geografica dell’infrazione e della durata della partecipazione.

NatWest ha beneficiato dell’immunità totale per aver rivelato l’esistenza del cartello, evitando così un’ammenda complessiva di circa 260 milioni. Ubs ha beneficiato di una riduzione dell’ammenda del 45 % per aver collaborato all’indagine della Commissione. Non sono state inflitte ammende a Bank of America e a Natixis poiché hanno lasciato il cartello più di 5 anni prima che la Commissione avviasse l’indagine. Nel loro caso, perciò il termine di prescrizione per l’imposizione di ammende è superato, ma ciò non ha impedito alla Commissione di prendere atto della loro partecipazione all’infrazione. Natixis ha collaborato nell’ambito del programma sul trattamento favorevole.

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