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«Banche, lo Stato spende 5 miliardi in meno»

Il commissario Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ha spiegato agli altri membri della Commissione europea il suo via libera al salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto banca con l’intervento dello Stato e di Intesa. Vestager ha ribadito di aver applicato la normativa Ue, che coinvolge gli investitori privati nelle perdite e avrebbe consentito un risparmio di «oltre 5 miliardi» nell’esborso di denaro pubblico.

«Come tutte le altre attività, le banche dovrebbero competere sulla base di condizioni eque — ha poi detto Vestager in un convegno a Bruxelles —. Una dimostrazione di questo l’abbiamo avuta lo scorso weekend, quando abbiamo approvato l’aiuto per mitigare l’impatto sull’economia regionale della liquidazione di due banche nel Veneto. Ovviamente rispettando le nostre regole sul burden sharing , che hanno aiutato a ridurre di oltre 5 miliardi di euro il costo per lo Stato italiano». Ha anche ricordato che all’inizio della crisi finanziaria pochi avevano dubbi sulla necessità per i governi di usare gli aiuti di Stato per assicurare la stabilità finanziaria. Allora centinaia di miliardi pubblici furono messi a disposizione del sistema bancario nazionale in Germania, Regno Unito e (in misura minore) in altri Paesi Ue. Secondo Vestager «la gran parte delle banche che sono state ristrutturate, seguendo le regole degli aiuti di Stati, stanno tornando adesso in una situazione gestibile» e «in media tre anni dopo l’inizio della ristrutturazione, la loro performance è pari a quella delle banche che non hanno avuto bisogno di aiuto». Dall’inizio della crisi le decisioni della Concorrenza Ue su aiuti pubblici alle banche sarebbero state «oltre 500».

Nella riunione settimanale della Commissione le critiche sono arrivate principalmente dai commissari più rigoristi, il finlandese Jyrki Katainen e il tedesco Gunther Oettinger, che hanno rilanciato i dubbi su una applicazione troppo morbida dell’attribuzione delle perdite agli azionisti e agli obbligazionisti privati. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker avrebbe difeso Vestager. Ha poi fatto sminuire dal suo portavoce le voci sui contrasti interni sul caso delle banche venete. Anche il membro del consiglio di vigilanza della Bce Ignazio Angeloni, ha detto in una audizione al Senato che «va presa seriamente» la critica di quanti temono che il caso dei due istituti veneti possa costituire un «precedente per favorire aggiramenti delle regole in futuro». Angeloni ha poi lanciato un allarme sui prodotti finanziari troppo rischiosi emessi dalle banche e collocati presso i piccoli risparmiatori, che «pur ridottisi, sono ancora consistenti in alcuni Paesi, fra cui soprattutto l’Italia» .

Ivo Caizzi

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