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Banche, l’Eurogruppo rassicura

BRUXELLES
Riuniti ieri qui a Bruxelles per un consueto incontro mensile, i ministri delle Finanze della zona euro hanno cercato di raffreddare le tensioni che stanno scuotendo i mercati finanziari, e in particolare i titoli bancari, confermando le recenti stime di crescita economica. Sul fronte della finanza pubblica, l’Eurogruppo ha fatto la voce grossa nei confronti di Portogallo e Spagna, chiedendo a Lisbona fin da ora di preparare eventuali nuove misure di risanamento del bilancio.
«Siamo strutturalmente in una situazione migliore rispetto a qualche anno fa e questo vale anche per le banche», ha spiegato in una conferenza stampa il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Sul fronte economico, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha aggiunto che le recenti stime della Commissione europea sono «sempre valide», notando che l’Europa è «solidamente ancorata nei consumi interni». Bruxelles si aspetta una crescita della zona euro dell’1,7% nel 2016 e dell’1,9% nel 2017.
Alla domanda se i mercati finanziari stanno reagendo anche alle nuove regole europee che nel caso di crisi bancaria prevedono dal 1° gennaio scorso perdite da parte di azionisti e obbligazionisti prima dell’intervento dello Stato, Dijsselbloem ha risposto: «Se gli investitori stanno rivedendo i prezzi delle attività, ebbene è una conseguenza che dobbiamo accettare (…) Non voglio che vi siano dubbi: siamo tutti d’accordo per rispettare pienamente quanto è stato deciso».
Su questo aspetto, il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan ha notato che «movimenti sistemici» non stanno avendo luogo «solo in Europa» ma anche «in Asia e negli Stati Uniti». Ha poi aggiunto: «Sono legati alle prospettive di crescita globale che cominciano ad essere meno incoraggianti di qualche mese fa. Non c’è un fattore specifico». Il ministro ha negato che vi sia un legame tra l’andamento dei titoli bancari e l’entrata in vigore di nuove regole sui salvataggi bancari.
Ciò detto, lo stesso Padoan ha affermato che le nuove norme devono essere applicate con «delicatezza» e «gradualità», considerando «un periodo di transizione» valido «per tutti i nuovi regimi». Su questo fronte, la posizione del ministro italiano è parsa meno perentoria di quella del presidente dell’Eurogruppo. Le banche italiane sono appesantite da sofferenze creditizie per circa 200 miliardi di euro, tanto che le nuove norme stanno preoccupando non pochi investitori.
Dall’inizio dell’anno, i titoli bancari sono crollati: del 33% in Italia, del 32% in Germania, del 19% in Spagna. La Banca d’Italia ha chiesto modifiche alla direttiva quando nel 2018 vi sarà una revisione del testo. A proposito dell’assetto bancario italiano, il ministro Padoan ha voluto ricordare prima della riunione dell’Eurogruppo: «Abbiamo introdotto misure che faciliteranno» la gestione delle sofferenze creditizie, «oltre naturalmente ad introdurre un importante elemento di riforma delle banche».
I ministri delle Finanze hanno preso posizione ieri anche sulle politiche economiche di due paesi del Sud Europa: Portogallo e Spagna. Il primo ha presentato una Finanziaria per il 2016 che la Commissione considera a rischio di violazione delle regole del Patto di Stabilità (si veda Il Sole 24 Ore del 6 febbraio). «Accogliamo con soddisfazione la decisione del governo portoghese di preparare fin da ora ulteriori misure di risanamento, da introdurre se dovessero rivelarsi necessarie», ha detto Dijsselbloem.
Sul fronte spagnolo, il premier uscente Mariano Rajoy ha annunciato un deficit del 4,5% del Pil nel 2015, ben oltre gli obiettivi di bilancio. «La Commissione europea ha già detto che nuove misure di risanamento saranno necessarie», ha notato laconico sempre Dijsselbloem. Riferendosi alla richiesta spagnola di flessibilità di bilancio, peraltro non prevista quando il deficit è sopra al 3,0% del Pil, ha aggiunto: «Nei momenti di volatilità dei mercati, bisogna mantenere la mano salda sul volante».

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