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Banche, le novità per i clienti la frode “ costerà” solo 50 euro

Stanno arrivando a milioni. Le lettere ai correntisti italiani, con cui le banche spiegano le modifiche unilaterali di contratto per la Payment service directive 2, in vigore dal 13 gennaio ma che con effetti graduali in 18 mesi rivoluzionerà il settore pagamenti, togliendo alle banche il monopolio sui flussi di conto corrente. Dal 2019 questi dati il cliente potrà mostrarli a operatori terzi come le piattaforme di commercio online e gli aggregatori di dati. In Italia la nicchia vale 6 miliardi, spartiti tra carte elettroniche e pagamenti comunitari. E in “ virtù” dell’abuso di contante ha ampi margini di crescita, stimati da Pwc all’ 8% annuo, ben oltre il già ghiotto 5% dei pagamenti globali che ammontano a 2.000 miliardi.
Le comunicazioni in corso sono obbligatorie per la normativa sulla trasparenza, e sono arrivate ai clienti di Intesa Sanpaolo e Unicredit, agli istituti medi e ai piccoli specializzati tipo Ifis. Sono lettere che danno facoltà, entro 60 giorni, di chiudere il conto senza spese: tuttavia farlo non conviene, poiché a una prima ricognizione tutte le novità paiono migliorative. A patto, tra un anno, di condividere i propri “segreti di pagamento” con parti terze realmente capaci di offrire servizi utili per singole esigenze, evitando di divenire numeri da macello in mano a colossi già miliardari.
La filosofia del legislatore su Psd 2 è completare la legge quadro Psd 1 del 2007, per uniformare gli standard operativi e di accesso in Europa, e a un tempo incentivare l’uso dei nuovi strumenti digitali migliorandone sicurezza e trasparenza. Le modifiche sono di cinque tipologie, a stadi fino a metà 2019. La più automatica riguarda l’estensione delle tutele previste dalla prima Psd ai pagamenti effettuati in altre valute, da o verso paesi non membri dell’Ue: basta che uno solo tra chi paga e chi incassa si trovi nel continente. La seconda riduce i tempi di pagamento, in addebito e accredito, al giorno dopo l’operazione ( due se il supporto è cartaceo), e rende gratuite informazioni e comunicazioni di legge sui pagamenti; in caso di valute estere, lo standard è due giorni di cambio. La terza modifica è forse la più conveniente per chi ha un conto: e riduce a massimi 50 euro la soglia di responsabilità per chi subisce transazioni non autorizzate sulle sue carte, dai 150 attuali. Lo storno delle somme (che si può chiedere entro 13 mesi dai fatti) diverrà obbligatorio dopo un giorno per gli istituti, non le due settimane finora prese per indagini di parte. La maggior tutela del cliente frodato ha però un “ costo”: la nuova, doppia procedura di autenticazione online per i conti (è la quarta novità). Non basteranno più nome utente e password, sarà obbligatorio un secondo livello di autenticazione, già usato da molti oggi tramite token o telefonata. Dall’autunno partiranno i lavori di adeguamento: le banche più grandi stanno già pensando a biometrie o impronte digitale per non appesantire l’accesso ai clienti, specie i più assidui.
La quinta novità arriverà a metà 2019, ma è certo la più rilevante e riguarda l’accesso ai flussi di conto a parti terze autorizzate, anche non bancarie come le Fintech o l’Amazon di turno, che poi faranno concorrenza alle banche integrando i dati per offrire servizi in più o alternativi. Una pmi con diversi conti, ad esempio, potrebbe voler mostrare i suoi dati in cambio di un servizio sui flussi di cassa integrati. Un privato potrebbe invece giovarsi di soluzioni ad hoc per meglio gestire il bilancio domestico. «Il consumatore dovrà capire se c’è valore nella proposta dell’operatore terzo, e in tal caso mostrare i propri dati dice Marco Folcia, partner di Pwc -. E’ un po’ come avviene oggi per i supermercati che in base agli scontrini fanno le offerte speciali » . Il consulente vede per i clienti « un mondo che va verso la comparazione e servizi sempre più sartoriali». E per le banche senza più monopolio sui dati? « In Germania e Gran Bretagna già accade e le quote di mercato non sono mutate molto aggiunge Folcia – Credo che le grandi sapranno difendersi, anche con offerte di credito più mirate, mentre alle medio- piccole converrà allearsi con le Fintech e creare un ecosistema aperto e integrato».

Andrea Greco

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