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«Banche, le fusioni non bastano»

Le sinergie collegate al consolidamento del settore bancario da sole non saranno sufficienti a compensare la perdita di redditività cui sono esposti gli istituti di credito italiani. È necessario un nuovo modello di business che tenga conto dei mutamenti del mercato, ad iniziare dalla digitalizzazione dei servizi. Questa è la situazione che Massimo Proverbio – senior managing director di Accenture, responsabile Financial Services per l’Italia e i Paesi Emergenti – presenterà lunedì prossimo alla terza edizione della Retail Banking Conference che si terrà a Milano, presso la sede del Gruppo24Ore, davanti a una platea di Ceo e manager del settore. Insomma le fusioni fra Popolari saranno solo il primo passo della ristrutturazione: «Siamo in uno scenario caratterizzato da due elementi fondamentali: bassi tassi di interesse, che proseguiranno per molti anni, e una forte competitività sul credito, con il sistema che dal 2007 ha perso qualcosa come 10 miliardi sui margini di interesse – ha spiegato Proverbio a IlSole24Ore – Non bisogna dimenticare però un terzo fattore, il comportamento della clientela che si sta spostando dall’operatività in filiale al digitale, con una quota che in Italia è sui livelli del Regno Unito e cioè pari al 90%. In questo scenario bastano le sinergie che si ottengono da un processo di fusione per recuperare la perdita di redditività? Secondo noi no».
A complicare una situazione già difficile c’è una notevole «volatilità» normativa sui requisiti di capitale – elemento che al momento premia in Borsa gli istituti più capitalizzati a scapito di chi mette le risorse a reddito – e il problema irrisolto dei crediti deteriorati. In attesa di una bad bank o comunque di una soluzione di sistema al problema delle sofferenze queste continuano ad assorbire capitale, rappresentando un freno sia al processo di aggregazione fra banche, sia all’erogazione del credito. Infine c’è il rischio di concorrenza da parte di nuovi attori: un pericolo al momento marginale (operatori come PayPal sembrano essersi posizionati su nuovi servizi più che sulla concorrenza alle banche), ma che ha sicuramente un impatto sui prezzi e una forte presa sulla clientela più giovane. «A nostro avviso è necessario un posizionamento su nuovo modello di banca che abbia miglior compatibilità fra costi e ricavi – conclude Proverbio – Le filiali esistenti sono sicuramente troppe e non adeguate al nuovo modello di business. Le banche sono chiamate a ridurre il numero di filiali e a investire sulla digitalizzazione, in particolare su quei canali che massimizzano il servizio per il cliente mantenendo bassi i costi per la banca».

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