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Banche, ecco la road map dopo gli stress test

L’Eba conferma: «Nessuna ricapitalizzazione obbligata ma indicazioni per lo Srep in corso»
Nessuna ricapitalizzazione emergerà in automatico dagli stress test che la Banca Centrale Europea sta conducendo sulle principali 123 banche europee. La conferma, come riportato dal Sole 24Ore di ieri, è arrivata direttamente anche da Andrea Enria, numero uno dell’Autorità bancaria europea, che ha spiegato che gli stress test di quest’anno «non stabiliscono soglie minime di promozione o bocciatura per le singole banche». Gli esiti degli stress test, condotti sulla base di scenari disegnati dall’Eba, costituiranno invece informazioni preziose che invece la Bce potrà utilizzare, in maniera soggettiva, nell’ambito dello Srep, il processo di revisione prudenziale in corso e che arriverà a conclusione a fine anno.
Gli stress test
Come noto, il 29 luglio, alle 22 (orario e data sono stati scelti per ridurre al minimo i potenziali impatti delle comunicazioni sul mercato) l’Eba comunicherà alle banche l’esito di due simulazioni, una in uno scenario economico di base e uno avverso. Tra i punti ipotizzati nello scenario avverso, un calo del Pil nel 2016-2018, un forte haircut dei titoli governativi e un crollo cumulato dei prezzi degli immobili residenziali e commerciali.
Il tema stress test riguarda da vicino una cinquantina di banche a livello europeo, di cui cinque italiane, ovvero Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi. Gli stress test sono stati condotti in maniera semplificata anche sulle restanti 80 banche europee circa sotto la Vigilanza di Francoforte (tra cui le altre 10 italiane) che sono state coinvolte invece “solo” negli stress test separati della Bce. Banche, queste ultime, a cui tuttavia saranno comunicati esiti finali solo in via riservata, senza alcuna formalizzazione al mercato.Secondo le stime di mercato, gli esiti per le banche italiane che daranno comunicazioni formali, a parte il caso Mps che è al centro delle attenzioni di Governo e Vigilanza, sono rinfrancanti. «Andiamo benissimo, veramente bene. La nostra posizione patrimoniale è buona e il business model funziona. Siamo sicuri che avremo anche una posizione comparativa rispetto alle altre banche europee molto buona», ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, rispondendo proprio a una domanda sugli stress test.
Le criticità
Va detto d’altra parte che le criticità connesse alle prove da sforzo non mancano. Francoforte ha “stressato” i bilanci bancari applicando schemi – i cosiddetti top down models – in maniera rigida, obbligando gli istituti ad allinearsi alla media dei competitori europei. Così facendo, tuttavia, ha di fatto ignorato le singole specificità delle banche, spesso alle prese con tentativi di rilancio. Gli stress test inoltre applicano sui bilanci delle banche criteri che mettono alla prova temi come la tenuta del margine di interesse, la qualità del credito, o i titoli di Stato. Così facendo, quindi, a essere maggiormente punite sono in particolare le banche commerciali, che in Italia è il modello prevalente. Gli esercizi condotti da Bce sono infine prove statiche, e non dinamiche, poichè basate su una fotografia contabile scattata a fine 2015. I test dunque non considerano quanto gli istituti hanno fatto per migliorare la solidità patrimoniale o solo messo “in cantiere” – le cosiddette remedial actions – nel corso di quest’anno solare.
Gli effetti nello Srep 2016
Diversamente da quanto accaduto nel corso degli stress test del 2014, a questa tornata non è prevista formalmente una soglia minima di coefficiente patrimoniale Cet1 da rispettare. Gli esiti quali-quantitativi degli stress test, tuttavia, come confermato in un incontro riservato tra Bce e singole banche delle scorse settimane (si veda il Sole 24Ore dello scorso 15 giugno) faranno parte integrante delle guidance di capitale relative agli Srep 2016: il processo, che analizza nel complesso i requisiti prudenziali delle banche, è in atto e arriverà a conclusione tra il terzo e il quarto quadrimestre dell’anno.

Luca Davi

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