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Banche, la Bce passa i bilanci ai raggi X

La Banca centrale europea passerà al setaccio i bilanci di quasi 130 banche dell’Eurozona, di cui 15 italiane, in una operazione trasparenza che punta a ristabilire la fiducia degli investitori privati nel sistema bancario. La scoperta di eventuali carenze patrimoniali e la successiva ricapitalizzazione delle banche dovrebbero poter fare ripartire il credito e quindi dare fiato alla ripresa dell’area euro, che sta soffrendo dell’insufficienza di credito all’economia reale.
Gli elementi principali dell’operazione, che inizierà da novembre e dovrà concludersi prima dell’ottobre 2014, alla vigilia dell’assunzione della vigilanza bancaria da parte della Bce stessa, e coprirà banche che rappresentano l’85% degli attivi dell’Eurozona, sono stati resi noti ieri. Le banche dovranno avere un rapporto fra il patrimonio di base e gli impieghi ponderati per il rischio (Core tier 1 ratio) dell’8 per cento. «Un livello di capitale fattibile, ma sicuro», lo ha definito Ignazio Angeloni, il direttore generale della Bce per la stabilità finanziaria, responsabile per la preparazione del meccanismo di vigilanza unica. Tutte le maggiori fonti di rischio per le banche saranno esaminate, ha detto Angeloni: dall’esposizione al debito sovrano a quella istituzionale, da quella verso le imprese a quella al dettaglio. Saranno vagliati sia il protafoglio prestiti sia quello di trading e anche le operazioni fuori bilancio, come i derivati. «Dovremo correggere i punti di debolezza ed eliminare l’incertezza», ha dichiarato il dirigente Bce.
Obiettivo primario dell’esercizio, detto «valutazione completa» delle banche, è la trasparenza, ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. «Ci aspettiamo che la valutazione – ha affermato Draghi – rafforzi la fiducia del settore privato nella solidità delle banche dell’area euro e nella qualità dei loro bilanci».
L’esercizio si comporrà di tre elementi: una valutazione generale del rischio, compresi fattori come la liquidità, la raccolta e la leva finanziaria; la revisione della qualità dell’attivo (asset quality review, o Aqr) con esame dettagliato delle aree più critiche; lo stress test, in cui i bilanci delle banche verranno sottoposti a simulazioni di situazioni estreme, come una forte recessione o un netto aumento dei tassi d’interesse. In quest’ultimo caso, diventerà particolarmente rilevante la valutazione della reazione del portafoglio di debito sovrano detenuto dalle banche.
Alla fine, la Bce darà il suo giudizio su ogni singola banca, che potrà comportare la necessità di aumentare il capitale o intraprendere altre azioni di risanamento, come la vendita di attività non strategiche, con l’indicazione dei tempi di esecuzione. Anche se si punta a coinvolgere i privati nella ricapitalizzazione delle banche che ne avranno bisogno, non si esclude che possa rendersi necessario un intervento con fondi pubblici. Per questo la Bce insiste, e Draghi lo ha ripetuto ieri, che alla conclusione della valutazione delle banche sia a disposizione un backstop, una rete di sicurezza di risorse finanziarie pubbliche per eventuali interventi. «Non è detto che poi verrà usato», ha affermato il banchiere centrale. La seconda fase dell’unione bancaria, che riguarda il meccanismo di risoluzione delle banche in crisi e la disponibilità di fondi pubblici, nazionali o europei, è tuttora in discussione a livello europeo, con forti riserve soprattutto della Germania. Il presidente della Bce ha detto di contare che sia realizzata prima del 2015.
Draghi ha anche insistito che le banche «devono poter fallire» l’esame della Bce. Due stress test realizzati dalla European Banking Authority negli anni scorsi, e che hanno promosso alcune banche trovatesi poi subito dopo in condizioni di gravi difficoltà, hanno creato notevole scetticismo nei mercati finanziari. La situazione è diversa, ha spiegato Angeloni, per due ragioni principali: la valutazione è condotta da un’istituzione, la Bce, che subito dopo assumerà la responsabilità della vigilanza e avrà la possibilità di monitorare e farne rispettare l’attuazione; e gli stress verranno realizzati (e in parte si sovrapporranno) con la Aqr, quindi potranno disporre di un quadro di partenza molto più chiaro, oltre che uniforme a livello europeo.
La Bce incontrerà a breve a Francoforte i vertici delle banche coinvolte nella valutazione, anche per avere una loro risposta a questo primo annuncio, anche se la lista finale verrà compilata solo sulla base dei dati al 31 dicembre prossimo. In molte banche il lavoro di preparazione è già cominciato, anche dietro l’impulso delle autorità di vigilanza nazionali, che parteciperanno alla valutazione insieme alla Bce e ai consulenti di Oliver Wyman. La definizione di capitale per l’Aqr sarà quella di Basilea 3, recepita in Europa dalla direttiva Crd IV, e diventerà più stringente in un momento successivo, all’attuazione degli stress test.

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