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Banche, la Bce fissa l’asticella sul capitale

Gli istituti di credito italiani alzano il velo sui nuovi?requisiti di capitale fissati ad bancam dalla Bce nell’ambito dei nuovi processi regolatori della vigilanza unica, che prevedono soglie personalizzate istituto per istituto a seconda delle diverse situazioni di bilancio visionate dai team ispettivi. Le missive sono arrivate da Francoforte nella tarda serata di mercoledì, quindi le banche (non tutte, in realtà) a poco a poco le hanno comunicato ufficialmente nella giornata di ieri, nel rispetto di quanto chiesto dalla Consob.
Buona parte delle banche sono al di sopra di quanto richiesto. Unica eccezione, tra quelle che ieri hanno comunicato le soglie fissate dalla Bce, è Veneto Banca:?per la maxi popolare con sede a Montebelluna, Francoforte ha stabilito un target minimo per il Common equity tier 1 pari al 10%, 30 punti base più in su del livello attuale della banca;?l’istituto è al di sotto anche del livello minimo di Total capital ratio, richiesto all’11% e attualmente al 10,4%. In entrambi i casi, tuttavia, la banca fa notare di essere al lavoro per mettersi in regola:?«il Total capital ratio si è già elevato al 10,64% a seguito di un’emissione di strumenti Tier 2 per 50 milioni avvenuta il 4 febbraio 2015 – ha sottolineato la banca in una nota – ed entrambi gli i indicatori sono destinati a migliorare di ulteriori 70 punti base includendo l’effetto positivo previsto dal perfezionamento della cessione delle quote di maggioranza in Banca Ipibi e Bim», di cui è stata depositata l’autorizzazione alla Vigilanza proprio l’altroieri.
Mps e Carige sono escluse dalla procedura perché hanno già reso noto i nuovi requisiti richiesti nell’ambito del confronto con la Bce sui capital plan, mentre Mediobanca dovrebbe diffondere il proprio comunicato in mattinata. In attesa di conoscere anche la situazione di Ubi e Popolare Vicenza, le due che mancano all’appello tra le vigilate dirette di Francoforte, le altre risultano promosse. In particolare, Intesa Sanpaolo si p vista fissare un requisito minimo del 9% di Cet1 (contro il 13,6% del 31 dicembre 2014 dopo aver già scontatogli 1,2 miliardi di dividendi programmati per l’esercizio appena concluso) e dell’11,5% di Total capital ratio (al 17,2%).
UniCredit si è vista posizionare le asticelle al 9,5% e al 10,4%, al di sotto del 10,4% e del 13,63% registrati al 31 dicembre considerando la distribuzione del monte dividendi al 75% sottoforma di azioni. Promossi anche il Banco Popolare (Cet1 all’11,6% contro il 9,4% richiesto, Tcr al 10,5% contro il 14,6% richiesto), Banca Popolare di Milano (Cet1 all’11,58% contro il 9% richiesto da Bce, Tcr al 15,35% contro l’11% richiesto), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Cet1 all’11,26% contro il 9% richiesto, Tcr al 12,24% contro l’11% richiesto) e Popolare di Sondrio (Cet1 al 9,81%contro il 9% richiesto e Tcr all’11,33%?contro l’11% richiesto).

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