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Banche, la Bce apre ai dividendi Lagarde: «Diminuiti i rischi»

Ritorno alla normalità da ottobre per il pagamento dei dividendi e il riacquisto di azioni proprie da parte delle banche: con prudenza e con valutazioni caso per caso. A prometterlo sono stati ieri il presidente dell’European Systemic Risk Board Christine Lagarde e il responsabile della vigilanza bancaria Bce/SSM Andrea Enria, prevedendo in due audizioni al Parlamento europeo la fine delle raccomandazioni sulla restrizione dell’utilizzo dei fondi propri: sulla base del miglioramento delle prospettive e delle proiezioni economiche, dei progressi delle campagne di vaccinazione e per via della natura temporanea delle misure adottate durante la crisi pandemica. Fino al 30 settembre, resteranno in vigore le regole attuali. Una decisione formale è attesa dalla Bce/Ssm nel corso di questo mese.

Il ritorno alla normalità su dividendi e buy back sarà strettamente collegato agli sviluppi della pandemia, e ai suoi margini di incertezza dovuti anche alla diffusione di nuove varianti del virus. Tanto il Comitato europeo per il rischio sistemico quanto il Meccanismo unico di vigilanza intendono continuare a procedere con cautela e invitano le banche a fare altrettanto, a rimanere prudenti.

L’Esrb prenderà la decisione sulle distribuzioni «se le condizioni dell’economia e del settore finanziario non si deterioreranno materialmente» il prossimo 23 settembre, mentre la Bce si prepara a tornare a valutare i piani di pagamento delle banche «su base individuale», caso per caso, dalla fine del terzo trimestre, aspettandosi comunque che i piani si mantengano «prudenti».

Il rischio di credito resta il sorvegliato numero uno dell’Esrb e della Bce che mantengono un monitoraggio stretto del credit risk management. Entrambe le autorità sollecitano l’emersione senza indugio nei bilanci delle banche dei crediti deteriorati e dei NPLs provocati dall’impatto della pandemia.

In un’audizione della commissione affari economici e monetari dell’Europarlamento in qualità di presidente dell’European Systemic Risk Board, Christine Lagarde ha detto che «il miglioramento delle prospettive economiche grazie ai rapidi progressi nelle campagne di vaccinazione ha ridotto la probabilità di scenari severi». E dunque, sulla base di questa valutazione, la settimana scorsa il comitato Esrb ha indicato che «se le condizioni dell’economia e del settore finanziario non si deterioreranno, la raccomandazione sulla restrizione delle distribuzioni durante la pandemia potrebbe scadere alla fine di settembre 2021». Spetterà poi alle autorità competenti valutare se le distribuzioni decise dalle singole banche vengono fatte «in una maniera sufficientemente prudente», recita il comunicato Esrb diramato ieri. Il general board dell’Esrb esaminerà la questione quando tornerà a riunirsi il 23 settembre 2021.

Il responsabile della vigilanza bancaria Enria, in un’audizione alla commissione affari economici e monetari al Parlamento europeo, ha confermato la sua recente apertura sul ritorno dei dividendi. «Dobbiamo essere preparati a tornare alla normalità, poiché le nostre misure di soccorso sono state progettate per essere temporanee per mitigare l’impatto immediato della pandemia. Ciò vale anche per la raccomandazione sui dividendi». E dunque, sulla base delle ultime proiezioni macroeconomiche e del lavoro di vigilanza sulla solidità patrimoniale, Enria ha confermato: «Riteniamo che le proiezioni patrimoniali delle banche siano più affidabili, consentendoci di valutare i loro piani di pagamento su base individuale. Pertanto, in assenza di sviluppi negativi, prevediamo di abrogare la nostra raccomandazione a partire dalla fine del terzo trimestre del 2021 e di tornare a rivedere i dividendi e il riacquisto di azioni proprie come parte del nostro normale processo di vigilanza, sulla base di un’attenta valutazione previsionale della pianificazione patrimoniale individuale di ciascuna banca». Enria ha messo in chiaro che la Bce si aspetta che «i piani di distribuzione rimangano prudenti e commisurati alla capacità di generazione di capitale interno delle banche e al potenziale impatto di un deterioramento della qualità delle esposizioni, anche in scenari avversi». Enria ha anche riaffermato l’importanza del completamento dell’Unione bancaria con la garanzia unica sui depositi.

Sul fronte del legame tra banche e rischio sovrano, in risposta a una domanda Lagarde ha detto che l’Esrb non vede rischi a breve termine. Anche se l’esposizione delle banche e’ aumentata del 16% tra il 2020 e il 2021, Lagarde ha spiegato che ci sono dei fattori che mitigano il rischio: «mentre nella crisi finanziaria le banche erano molto esposte sul debito domestico, ora c’e’ maggiore varietà e i rischi sono meno concentrati». Inoltre i Paesi si rifinanziano a costi bassi e l’emissione di debito EU favorisce la sostenibilità dei debiti nazionali. Il rischio e’ concentrato solo tra chi non ha ridotto l’esposizione del debito sovrano dal 2009. A marzo 2021 l’esposizione al debito sovrano nazionale delle banche sul totale degli asset era pari al 3,3%.

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