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Banche italiane pronte al rafforzamento

di Maximilian Cellino

«In fondo, è come se all'improvviso avessero promosso Mps, Ubi e Banco Popolare al rango di banche di interesse sistemico, con tutti gli oneri che ne conseguono». Lo sfogo di un banchiere italiano la dice lunga su come la decisione dell'European Banking Authority sia stata accolta fra i tre istituti medio-grandi del nostro Paese: per loro ci sarà un Core Tier 1 del 9% da raggiungere entro giugno 2012, né più né meno come per Intesa Sanpaolo e UniCredit, le due banche di italiane di «interesse sistemico».

Il gap da colmare – 7,4 miliardi di euro, circa la metà dei 14,7 che l'Eba ha richiesto all'Italia – è così suddiviso: 3,1 miliardi per Mps, 1,5 miliardi per Ubi e 2,8 miliardi per Banco Popolare, che adesso dovranno faticare per trovare le risorse necessarie senza dover ricorrere nuovamente al mercato dopo gli aumenti di capitale varati non senza difficoltà nel corso dell'ultimo anno.

Il mancato rimborso immediato dei Tremonti Bond (per il gruppo senese) e la conversione di prestiti obbligazioni (per tutte e tre le banche) offriranno le principali risorse, il resto arriverà da un mix di operazioni che includono artifici contabili (l'adozione della metodologia advanced per il calcolo dei requisiti patrimoniali), la cessione di alcuni asset non precisati (operazione non facile di questi tempi) e naturalmente l'utilizzo di parte degli utili in fase di formazione.

Una volta livellate le prime 5 banche italiane resta adesso da capire cosa potrà avvenire con le altre medio-piccole: dovranno allineare anche loro il capitale all'asticella del 9% imposta alle «too big to fail» o potranno godere di criteri meno stringenti, ottenendo così una sorta di vantaggio competitivo? Sulla carta sembrerebbe vera quest'ultima ipotesi, ma occorre comunque attendere gli sviluppi. La Banca d'Italia potrebbe infatti esercitare ancora una volta la sua «moral suasion» sulla scia di quanto già fatto nel recente passato dal Governatore Mario Draghi, oppure potrebbe essere il mercato stesso a forzare la mano e a imporre il riallineamento generale. Ieri tutti i titoli del settore bancario italiano hanno partecipato al rimbalzo corale dei listini mondiali, saranno le prossime settimane a darci una risposta più probante.
 

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