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Banche italiane, focus sul risiko

Mentre le banche italiane attendono che si alzi il velo sulla “bad bank”, il settore appare in fermento per l’avvio dell’atteso risiko bancario. Ma se è vero che il cantiere Ubi-Banco Popolare continua ad apparire come quello in fase più avanzata, è anche vero che nulla è stato ancora deciso, visto che «tutti continuano a parlare con tutti», come amano ripetere gli addetti ai lavori.
Un fronte caldo negli ultimi giorni è ad esempio quello costituto dal triangolo tra Bpm, Carige e Bper: i contatti tra i vertici di Milano e Genova della scorsa settimana (si veda Il Sole 24 Ore del 22 ottobre) non sarebbero ancora bastati a mettere il sigillo definitivo sul dossier, che rimane tuttavia caldo. Nel frattempo però anche Bper continua a guardare con interesse ai movimenti in atto sullo scacchiere. Il numero uno della popolare modenese, Alessandro Vandelli, nelle ultime settimane ad esempio non ha mai smesso di procedere con incontri “mirati” con i soggetti in campo, ponendo attenzione nel frattempo anche a che cosa accade in Valtellina, dove sia Creval che Pop. Sondrio sono alla finestra. «Bpm è una bellissima realtà, non lo scopro io e ha anche tutta una serie di combinazioni positive con noi», ha confermato ieri il manager a margine della Retail Banking Conference organizzata ieri a Milano dal Sole 24 Ore e Accenture. Anche le popolari valtellinesi, ha aggiunto però Vandelli, «sono due bellissime banche in bei territori, con cui abbiamo tantissimi punti in comune». L’obiettivo dell’eventuale fusione con un’altra banca, comunque, è fare «un’operazione giusta» che faccia fare «un salto dimensionale».
Tra i potenziali futuri protagonisti del prossimo risiko bancario, c’è proprio Veneto Banca, soggetto che in passato è stato indicato come potenziale protagonista di una fusione a tre proprio con la banca emiliana e una valtellinese. Anche in questo caso, da Modena nessuna porta chiusa a priori a un dialogo con Montebelluna, così come Vicenza. Le due venete, che stanno facendo i conti aumenti di capitale rispettivamente da 1 e 1,5 miliardi, devono però «fare un po’ di strada da sole – ha detto Vandelli -. I temi di definire l’aumento di capitale e a quali condizioni sono passaggi importanti che devono affrontare da soli». Dopodiché, «sistemate alcune situazioni più complesse, un domani può essere un ragionamento da recuperare, ma questo vale un po’ per tutti».
Sul tema dell’aumento di Veneto Banca si è espresso lo stesso a.d. del gruppo, Cristiano Carrus, che durante la tavola rotonda non ha escluso che eventuali interventi esterni durante o a valle del rafforzamento siano «prodromici a una prossima operazione di fusione e acquisizione».
Chi da tempo è alla ricerca di un possibile partner, come richiesto da Bce, è anche Banca Mps. Il percorso ancora non ha dato i frutti sperati, vista l’assenza di compratori. Per l’ad Fabrizio Viola, a frenare il potenziale interesse verso Siena è la «profonda incertezza» a livello di sistema sulle richieste regolatorie in termini di capitale, così come le «riflessioni ancora in corso nel settore sul modello di business di banca del futuro». Senza contare le dimensioni rilevanti di Siena, un boccone di non poco conto, visto che rappresenta pur sempre «il terzo gruppo bancario italiano».
In questo scenario, ad agevolare l’avvio del potenziale risiko possono essere gli interventi a favore dello smaltimento delle sofferenze, un fardello da circa 200 miliardi di euro per l’intero sistema italiano. Gli interventi allo studio da parte del Mef e oggetto di un confronto con Bruxelles – si parla di una garanzia statale sui crediti deteriorati per agevolare la compravendita – possono essere «utili» e «non siamo fuori tempo massimo», ha detto il managing director di Accenture Massimiliano Colangelo. «Il mercato dei bad loans ha pochi volumi e non è facile trovare l’equilibrio tra domanda e offerta», ha detto Colangelo. Lo Stato può dunque «intervenire senza aiuto di stato facendo una scelta di politica economica, pensando alle banche come parte delle infrastrutture necessarie per il Paese».

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