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Banche, Italia e Germania: «Regole siano flessibili»

Le banche italiane trovano l’accordo con le banche tedesche per fare fronte comune ai fine della la revisione o l’adozione di nuove norme europee su tre fronti cruciali per i prossimi mesi. Tra questi la revisione delle regole per la gestione delle crisi delle banche non significant e l’adozione di un sistema di garanzie incrociate tra i fondi nazionali di garanzia dei depositi per arrivare al completamento dell’Unione bancaria. Questi due temi in particolare sono al centro del documento sulle revisione delle norme sulle crisi bancarie, a partire dalla famosa direttiva Brrd sul bail in, messo in consultazione dalla Commissione europea nelle scorse settimane. Le posizioni comuni sono state messe nero su bianco in un documento siglato dall’Associazione bancaria italiana e dall’omologa tedesca Gbif. Non è un risultato da poco: il documento di consultazione, ad esempio, lascia campo aperto sullo schema delle Edis (le garanzie tra fondi di tutela dei depositi). La posizione italiana e tedesca punta sull’utilizzo del reciproco supporto tra fondi nazionali, senza la necessità di arrivare a un fondo unico comune europeo come, ad esempio, aveva proposto nelle scorse settimane il responsabile del ramo della vigilanza della Bce, Andrea Enria. Per quanto riguarda la crisi delle banche non significant, soprattutto quelle che operano cross border, è auspicata «una modifica del quadro giuridico tesa ad un’armonizzazione mirata del diritto fallimentare delle banche» mentre si ritiene non vi sia «necessità di una armonizzazione generale del diritto nazionale in materia di insolvenza». Altro fronte comune tra le banche dei due paesi i crediti deteriorati: si chiede il congelamento del calendar provisioning e della norma Eba sulla definizione di default, ma solo per la soglia dell’1% del valore attuale netto per identificare la ristrutturazione onerosa. Altra questione, infine, la sospensione di BasileaIII e dell’aumento dei requisiti patrimoniali.

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