Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche, inchiesta sull’usura Sotto accusa 62 manager

Sessantadue indagati per concorso in usura bancaria, tra cui ex vertici della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia e gli amministratori di Bnl, Unicredit, Montepaschi e Banca Popolare di Bari. Gli avvisi di chiusura indagine sono stati notificati ieri dalla Procura di Trani che si era mossa in seguito agli esposti di alcuni clienti-imprenditori del barese su finanziamenti concessi dalle banche prevalentemente sotto forma di anticipazioni su conto corrente. Secondo il pm Michele Ruggiero, con l’applicazione dei tassi usurai le banche avrebbero lucrato 53 mila euro.
Tra gli indagati ci sono il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, in qualità di ex capo della Vigilanza di Bankitalia e l’ex ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, come ex direttore generale di Via Nazionale. Anche il predecessore Vincenzo Desario è indagato e con lui gli ex capi della Vigilanza Francesco Maria Frasca, Giovanni Carosio, Stefano Mieli e Luigi Federico Signorini. Quanto alle banche, nel mirino del pm Ruggiero, ci sono il presidente di Bnl, Luigi Abete, l’amministratore delegato, Fabio Gallia e l’ex vicepresidente Sergio Erede. E poi l’ex numero uno di Unicredit, Alessandro Profumo, oggi presidente di Mps, l’attuale ceo Federico Ghizzoni e il direttore generale Roberto Nicastro. In una nota diffusa in serata Unicredit ha affermato di ritenere «infondato l’impianto accusatorio e di riporre piena fiducia nell’ organo giudicante». La banca confida che «come avvenuto per casi analoghi che hanno interessato e interessano l’intero settore bancario, venga riconosciuta l’assoluta correttezza dell’istituto». Per Mps gli avvisi sono stati recapitati all’ex presidente Giuseppe Mussari e all’ex vice presidente Francesco Gaetano Caltagirone.
Secondo il pm Ruggiero, il reato di usura è stato compiuto dagli organismi di governance e di controllo delle banche con il concorso morale degli ex vertici di Bankitalia e di un attuale dirigente del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e Finanze. Questi ultimi, secondo l’accusa, prescrivevano alle banche di calcolare gli oneri dei finanziamenti in rapporto al credito «accordato», anziché a quello effettivamente «erogato/utilizzato» dal cliente come prescrive la legge, precostituendo così le condizioni per un’ elaborazione da parte della banche di tassi effettivi globali falsati poiché più bassi di quelli effettivamente praticati. Di conseguenza gli interessi applicati alla clientela sulle anticipazioni su conto corrente risultavano sempre entro i limiti dei «tassi soglia», pur essendo in concreto superiori e, come tali, usurari.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa