Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche in pressing: «Intervengano le Camere»

di Sergio Bocconi

MILANO — «Il governo è favorevole a modificare la norma sulle commissioni bancarie contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni se sarà il Parlamento a intervenire». È il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, a ribadire la linea dell'esecutivo e a tirare in sostanza le linee della giornata, che ieri mattina ha visto il vertice dell'Abi a confronto con i leader della maggioranza. E ieri in serata al Tesoro si è tenuta una riunione del Comitato per la stabilità finanziaria presieduta dal premier Mario Monti nella sua veste di ministro dell'Economia. Al vertice hanno partecipato il viceministro Vittorio Grilli, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e i presidenti di Consob e Isvap, Giuseppe Vegas e Giancarlo Giannini. Sul tavolo l'evoluzione recente dei mercati con particolare riferimento ai titoli di Stato. Nel comunicato diffuso al termine si legge che il comitato ha «constatato con soddisfazione il significativo allentamento delle tensioni» con la riduzione dello spread Btp-Bund.
Gli incontri dell'Abi con i partiti, chiesti nei giorni scorsi dal presidente dell'associazione bancaria Giuseppe Mussari sono stati, secondo lo stesso Mussari, «positivi»: «C'è stata attenzione. Si va verso una soluzione del problema, sia pure con diverse sfumature tra i diversi partiti. La soluzione sta all'autonomia delle Camere e del governo, non dobbiamo noi indicare strade e percorsi. Ci interessava aprire una discussione seria e pacata sulla questione». Mussari ha parlato al termine dell'esecutivo dell'Abi, che ha espresso sostegno alla linea del comitato di presidenza che il primo marzo si è dimesso in seguito alla norma azzera commissioni. Le dimissioni restano così congelate in attesa della modifica dell'emendamento che, ha sottolineato il vicepresidente dell'Abi, Antonio Patuelli, «è senza copertura, perché abolire le commissioni bancarie significa incidere sul gettito dello Stato». Mussari ha quindi aggiunto che l'associazione ha deciso di chiedere a breve «un incontro al governo, alle forze parlamentari e alle istituzioni che si occupano di banche». La norma «crea un grave nocumento, ma noi teniamo ad aprire una discussione sul nostro ruolo». I tempi sono stretti, visto che la legge di conversione dovrebbe scattare il 24 marzo. Il nodo da sciogliere sembra resti «come» cambiare il provvedimento che azzera tutte le commissioni bancarie sugli affidamenti e che secondo gli istituti potrebbe avere come conseguenza diretta sulle banche fino a 10 miliardi di ricavi in meno, con un impatto fortissimo sulle politiche creditizie e quindi sulle imprese. Ieri l'amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni ha definito l'emendamento «un incidente che non si deve più ripetere. Una misura assurda che ha ucciso il credito. Ora aspettiamo che la Camera la modifichi». È possibile dunque che il tema sia oggi sul tavolo del vertice dei partiti che sostengono il governo.
Le posizioni dei leader della maggioranza non sembrano però convergere al momento su una soluzione condivisa. Il numero uno dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha detto che «la norma è sbagliata e va rimossa. Si può presentare un ordine del giorno in cui si chiede al governo di provvedere in tal senso». Ma le «banche devono fare di più, con segnali forti come un tetto ai compensi dei banchieri». Il segretario del Pdl Angelino Alfano ha premesso che il tema «non appassiona» il partito. «Se c'è da correggere norme per noi non ci sono problemi. Ma la questione è favorire il credito». Il Pdl ha quindi presentato un pacchetto di cinque richieste all'Abi, nel quale si sollecita fra l'altro che «i soldi ricevuti dalla Bce all'1% siano reimpiegati al servizio di famiglie e imprese». Anna Finocchiaro, presidente dei senatori pd, ha sottolineato la disponibilità a cambiare l'emendamento con «decreto legge» e ha detto che i vertici dell'Abi si sono «mostrati disponibili» a far sì che le banche possano essere il veicolo attraverso il quale smobilizzare gli oltre 17 miliardi di crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le previsioni della Commissione europea sull’economia dell’Unione e dell’Italia rappresentano ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con un coordinamento esemplare, le due maggiori economie mondiali hanno rilasciato una "doppietta" d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il 2021 offre un parziale esonero contributivo, pari a un massimo 3mila euro, a lavoratori autonomi ...

Oggi sulla stampa