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Banche in default, no rimborsi over 100 mila

Nessuna banca, in caso di default, potrà rimborsare più di 100 mila euro per ogni deposito bancario; passerà da 20 a sette giorni il termine massimo per il rimborso; al via il meccanismo unico di vigilanza sulle banche (Sssm) governato dalla Bce per prevenire le crisi finanziarie. Sono queste alcune delle novità in campo finanziario contenute nel disegno di legge di delegazione europea per il 2014 che è stato esaminato ieri dal consiglio dei ministri, provvedimento che detta i criteri per il recepimento delle direttive europee e degli altri atti dell’Unione europea (da essa di differenzia la legge europea, ancora non varata, che prevede le norme di adeguamento dell’ordinamento nazionale all’ordinamento europeo quando vi sia stato un non corretto recepimento delle direttive Ue). All’articolo 5 degli undici articoli di cui si compone il testo è prevista la delega a recepire la direttiva 2014/49 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, oggetto di disciplina nel nostro ordinamento negli articoli 96, 96- bis, ter e quater del decreto 385/93 (T.u. leggi bancarie e creditizie). La direttiva europea, che la delega prevede debba essere attuata integralmente, nell’introdurre nella Ue regole uniformi per i meccanismi di garanzia depositi (detti Dgs, Deposit guarantee scheme), stabilisce che l’importo massimo del rimborso per depositante non possa superare i 100 mila euro, con l’impossibilità per qualsiasi stato di offrire livelli di copertura maggiore. La direttiva stabilisce inoltre che i tempi di rimborso dovranno essere al massimo di 7 giorni (oggi sono 20), sia pure con gradualità: in base alle norme Ue, si dovrà passare a 15 giorni nel 2019, a dieci nel 2022 e a sette giorni nel 2024. Il Dgs dovrà però anche riconoscere, nel periodo transitorio, entro 5 giorni, una percentuale dell’importo da rimborsare al fine di evitare immediate difficoltà finanziarie. Il meccanismo del Dgs dovrà essere finanziato da contribuzioni annuali ex ante delle banche (oggi sono ex post) e la direttiva stabilisce che la contribuzione sia pari ad almeno lo 0,8% dell’importo dei depositi coperti presso gli istituti membri, livello da raggiungere entro il 3 luglio 2014. Sarà poi l’Eba (European banking authority) a emanare le linee guida per il calcolo dei contributi, variabili anche in relazione al rischio associato all’istituto. L’articolo 3 del disegno di legge si occupa della cosiddetta «vigilanza prudenziale» degli enti creditizi, con la delega a recepire il regolamento Ue 1024/2013, che ha istituito il Meccanismo unico di vigilanza (Single supervisory mechanism- Ssm) composto dalla Bce e dalle autorità nazionali di vigilanza dei paesi aderenti al Meccanismo, dell’area euro e non euro. In tale contesto si prevede che la Banca centrale europea vigili direttamente sulle banche dei singoli paesi che abbiano attività complessive superiori a 30 miliardi o al 20% del pil (con un minimo di 5 miliardi), nonché sulle tre banche più significative di ogni paese e su quelle che abbiano ricevuto assistenza finanziaria diretta da istituzioni finanziarie europee. Sulle altre banche vigileranno le autorità nazionali e la Bce provvederà a definire il funzionamento del meccanismo di vigilanza, i rapporti con le diverse autorità nazionali e il coordinamento delle attività decentrate. Tutte le regole del regolamento europeo dovranno essere recepite entro un anno dall’entrata in vigore della legge di delegazione europea.

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