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Banche, guardia alta sui clienti

Ex banchieri, funzionari di organizzazione governativa ma anche truffatori incalliti e mariuoli di professione: pare davvero che l’abito del riciclatore si adatti a diverse categorie di soggetti.

È quanto emerge leggendo l’annuale rapporto d’attività dell’ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro, il Mros, della Confederazione Svizzera.

Tra i casi oggetto di approfondimento da parte dell’Autorità Antiriciclaggio svizzera, corrispondente all’Uif italiana, ve ne sono alcuni aventi caratteristiche e peculiarità che potrebbero interessare anche il settore bancario e finanziario italiano.

Tra queste situazioni rientra per esempio la segnalazione da parte di una banca della presenza di un cliente che detiene nella propria cassetta di sicurezza opere d’arte che potrebbero non solo essere state acquistate con denaro derivante da una truffa commessa dal cliente della banca ma anche essere stati utilizzati per commettere un ulteriore altro reato, quello di frode nel pignoramento, al fine di occultarne l’esistenza ai creditori.

Altro caso è quello dell’ex banchiere che apre un conto bancario sul quale fa accreditare svariate centinaia di migliaia di dollari statunitensi senza essere in grado, a fronte della richiesta di chiarimenti pervenuta dall’istituto bancario, di presentare contratti o documenti che comprovassero il fatto che le somme provenivano dalla sua nuova attività di agente immobiliare.

Da una verifica ulteriore il soggetto risultava segnalato sul sito dell’Interpol in quanto coinvolto in indagine penale avviata da paese sudamericano per tratta di esseri umani, traffico di migranti e immigrazione clandestina.

Dalle ulteriori ricerche effettuate è poi risultato che il cliente gestiva nei Caraibi una casa di tolleranza per ricchi e facoltosi uomini d’affari.

C’è poi il caso della società offshore il cui titolare effettivo risulta essere un ex funzionario di un’istituzione governativa attiva nella promozione dell’agricoltura dei Paesi sotto-sviluppati e che si sarebbe fatto accreditare sul conto svizzero aperto dalla società offshore le tangenti pagate da alcune società per aver beneficiato dell’applicazione, da parte dell’organizzazione governativa, di tassi agevolati nella concessione di crediti pur non avendone i requisiti. Evidente anche in questo caso il sospetto che le somme depositate dalla società siano direttamente o indirettamente collegate con un reato di corruzione.

Altro caso esaminato è quello del ladro di diamanti che apre una cassetta di sicurezza in banca per ivi depositarli e poi non provvede più per più anni a farsi vedere in banca ne a pagare le commissioni e le spese di tenuta della cassetta. La banca, stante il mancato pagamento delle relative competenze, provvede ad aprire la cassetta rilevandone la presenza di una ingente quantità di gioielli e diamanti. Dalle ulteriori verifiche fatte dal Mros, consultando altre banche dati, il soggetto è risultato schedato dalla polizia per furto con scasso, furto e ricettazione.

Altro ambito interessato è poi quello relativo al settore energetico. Da una parte una banca riceve richiesta di apertura di conti da parte di persone fisiche e società estere aventi quali titolari effettivi le stesse persone fisiche di cittadinanza sudamericana. Nell’effettuare le consuete verifiche anche sulla stampa la banca elvetica rileva diversi articoli nei quali si parla di tali soggetti e della loro ditta attiva nel settore energetico mettendola in relazione con presunti episodi di corruzione che vedevano quale co-protagonista un funzionario governativo che avrebbe incassato tangenti per aggiudicare a tale ditta molti appalti, cercando poi di depositare tali somme presso conto di altra banca svizzera. Anche in questa circostanza appare evidente la correlazione tra il reato di riciclaggio e quello di corruzione.

Rinviando alla lettura del documento completo disponibile sul sito del Mros, si può rilevare una crescente attenzione da parte del settore bancario e finanziario svizzero al contrasto del fenomeno del riciclaggio che pare abbia nella corruzione uno dei reati presupposto più frequentemente commessi.

Da segnalare, inoltre, l’importanza che viene data alla fase di raccolta di informazioni sullo scopo e sulle caratteristiche del cliente anche mediante l’utilizzo di banche dati commerciali in grado di segnalare articoli di stampa nei quali si parla del cliente.

Trattasi di aspetti che troviamo anche nella nostra legge antiriciclaggio ed ora ancor meglio dettagliati nel provvedimento Banca d’Italia del 3 aprile scorso con il quale sono state dettate disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela destinate ad entrare in vigore il 1° gennaio 2014.

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