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Banche, fumata bianca sulla vigilanza La Bce sceglie Enria per il dopo-Nouy

Sarà Andrea Enria, dal 2011 a capo dell’European Banking authority e noto -oltre che per la sua competenza e indipendenza – per il peso degli stress test Eba sulle banche europee, il nuovo presidente dell’SSM, il meccanismo unico di vigilanza bancaria in Europa. Il Consiglio direttivo della Bce ha nominato Enria ieri, terminando un lungo e accidentato processo di selezione che ha messo fuori gioco prima il presidente della Consob francese Robert Ophèle e poi sul filo di lana la supercandidata irlandese Sharon Donnery.
Enria è considerato un “falco moderato”: non moderato abbastanza, perché non ha potuto contare sull’appoggio pieno dell’Italia in questa corsa all’SSM, e per contro troppo moderato, avendo scatenato un’opposizione ruvida della Germania e del gruppo dei Paesi core che fino all’ultimo hanno sponsorizzato la Donnery. Resta il fatto che dal gennaio all’ottobre del 2019 i due principali incarichi europei nell’ambito finanziario e bancario, la presidenza della Bce e dell’SSM, saranno ricoperti da due italiani, Draghi ed Enria. A conferma che verso l’Italia, quando l’Italia esprime competenze di indiscussa alta reputazione internazionale, non c’è pregiudizio e l’Europa ha sempre una porta aperta.
Il Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo Roberto Gualtieri, che ha messo il suo peso sulla candidatura di Enria, ha espresso ieri la sua soddifazione per la nomina, commentando che il nuovo chair dell’SSM – che prenderà il posto di Danièle Nouy dal prossimo gennaio – «darà un forte impulso di leadership, indipendenza e impegno alla guida del Meccanismo unico di vigilanza, e con la sua visione europea contribuirà al completamento del processo dell’Unione bancaria». Mancano ora ancora due passaggi pro-forma alla nomina definitiva di Enria: l’approvazione e ratifica dell’Europarlamento, dopo un’audizione pubblica, e la conferma del consiglio dell’Unione europea.
La mancata nomina della Donnery, la cui candidatura è andata avanti anche grazie al sostegno ferreo dei tedeschi e improprio degli europarlamentari inglesi (nonostante il Regno Unito sia in uscita dalla Ue con Brexit), apre altri scenari dando il via libera a Philip Lane, il governatore della Banca centrale irlandese che ambisce a prendere il posto di Peter Praet come capoeconomista nel Board della Bce il prossimo giugno.
Resta da vedere se l’Italia potrà ambire ad altre poltrone finanziarie europee dopo l’SSM e dopo l’uscita di Draghi: la partita per entrare nel Board della Bce è aperta ma il percorso è tortuoso. Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di vigilanza dell’SSM (come rappresentante Bce) scade il prossimo aprile; Benoit Coeuré esce dal Board nel gennaio 2020 per essere rimpiazzato da un altro francese, Yves Mersch termina nel dicembre 2020 mentre la tedesca Sabine Lautenschlaeger come membro del Board Bce scade nel febbraio 2022, ma il prossimo febbraio termina il suo mandato come vice-chair SSM. La Germania intanto occupa, con nomine rinnovate di recente, la guida di ESM, Bei e Single Resolution Board.

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