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Banche, forti cessioni di Npl

si appresta a pubblicare un documento per dimostrare quanto siano esagerate alcune analisi sullo stato di crisi delle banche italiane. Il problema dei crediti deteriorati c’è, ma il flusso delle nuove sofferenze è tornato sui livelli pre-crisi. Per risolvere questa criticità del sistema creditizio italiano è inoltre in arrivo la cessione di pacchetti consistenti di crediti deteriorati.

Sulla questione Npl si è espresso ieri il governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco, nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio organizzata dall’Acri e svoltasi a Roma.

«Le banche italiane», ha osservato Visco, «affrontano una delicata transizione, resa più difficile dalla necessità di gestire il lascito della lunga fase recessiva in un ambiente economico ancora debole e in una fase in cui l’evoluzione regolamentare è ancora in corso». Ma, ha avvertito il governatore, «una corretta valutazione delle condizioni e delle prospettive del sistema bancario italiano deve tenere conto delle differenze tra i vari intermediari e considerare le misure e le iniziative di riforma fin qui adottate. I risultati di quattro dei cinque maggiori gruppi bancari italiani nel recente stress test sono in linea con quelli osservati in media per le principali banche degli altri paesi». Quanto al Montepaschi, «ha annunciato all’atto della pubblicazione dell’esito dello stress test un importante piano di ricapitalizzazione, la cui attuazione è prevista entro la fine dell’anno e che consentirà di cedere l’intero portafoglio di crediti in sofferenza».

Visco ha quindi evidenziato che recentemente si è assistito all’arresto del deterioramento della qualità del credito. In particolare, nel primo semestre dell’anno il flusso di nuovi crediti deteriorati è tornato sui livelli osservati nel 2008, intorno al 3% dei prestiti. «Informazioni preliminari relative al terzo trimestre mostrano che la tendenza al miglioramento prosegue. I tassi di copertura delle esposizioni deteriorate, inoltre, continuano a crescere: hanno raggiunto livelli leggermente superiori a quelli medi delle principali banche europee». Al tempo stesso, il numero uno di via Nazionale non si è tirato indietro nel denunciare le cose che non vanno: «Sul fronte della gestione delle sofferenze abbiamo più volte riscontrato, presso le banche, carenze organizzative e di governance».

Ma vi sono altre questioni aperte. A cominciare dall’incremento della redditività: «Con una decisa riduzione dei costi, da conseguire in tempi brevi, e un netto miglioramento dei livelli di efficienza si potranno ottenere risorse importanti da investire in tecnologia e nell’accrescimento della qualità del capitale umano».

Infine, un accenno agli esuberi di personale. In alcuni casi gli interventi saranno rilevanti. «Per contenerne le ricadute sociali», ha ricordato Visco, «andranno utilizzati gli ammortizzatori esistenti, le risorse del fondo di solidarietà di settore, per il quale è stata recentemente ampliata la possibilità di utilizzo, e quelle che si renderanno disponibili con prossimi interventi legislativi».

Giacomo Berbenni

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