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Banche, fondi alla battaglia su remunerazioni e fusioni

È in partenza la stagione assembleare e per molte banche si profila il momento della verità nel confronto con gli investitori istituzionali. In più casi i fondi (attivisti e non) e le società di proxy advisory hanno preannunciato battaglia in vista delle assemblee societarie in Europa, in particolare sulle politiche di remunerazione del management. E dal leader globale dei fondi BlackRock al numero uno europeo Amundi, cresce la spinta perché le retribuzioni vengano agganciate anche a obiettivi Esg. Ma in Italia a fare da sfondo al voto assembleare nelle principali banche da parte degli investitori istituzionali saranno anche i vari progetti di aggregazioni, in corso o in gestazione.

Certo, lo svolgimento delle assemblee in modalità virtuale a causa della pandemia non favorirà il dibattito. I vari azionisti potranno porre domande anticipate per iscritto e ottenere risposte, prima dell’assemblea, solo sui temi all’ordine del giorno. Ma alcune votazioni saranno una cartina di tornasole per misurare il grado di (s)fiducia dei fondi nei confronti dell’operato dei board, del management e delle liste di maggioranza.

Monte dei Paschi

La kermesse delle assemblee bancarie inizia oggi con quella di Mps, controllata al 64,23% dallo Stato italiano. Il fondo attivista BlueBell ha chiesto al board del Monte che venga messa ai voti in assemblea la proposta di azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici (l’ex presidente Alessandro Profumo e l’a.d. Fabrizio Viola), condannati a fine 2020 dal Tribunale di Milano. La banca ha già comunicato che il tema non sarà esaminato dall’assemblea poiché il Tribunale non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza (contro cui peraltro gli ex vertici hanno già preannunciato ricorso in Appello). Ma sul caso Mps il fondo BlueBell è sul piede di guerra e sta cercando alleanze tra gli altri investitori anche per contrastare la “riprivatizzazione” attraverso un’aggregazione con UniCredit.

UniCredit

E proprio in UniCredit, il 15 aprile, si preannuncia l’assemblea più calda della primavera bancaria. Anche qui BlueBell ha acquisito una piccola quota azionaria e, oltre a battersi contro l’ipotesi di fusione con Mps, ha preannunciato battaglia contro il candidato neopresidente PierCarlo Padoan, accusato di non avere i requisiti di indipendenza per essere passato direttamente da un seggio parlamentare del Pd a quello di consigliere di UniCredit. Si vedrà se altri fondi seguiranno BlueBell nella sfida al presidente anche se, va ricordato, che il voto assembleare avverrà sull’intera lista di maggioranza e non sui singoli componenti del cda. Ulteriore nota di interesse dell’assemblea sarà il voto sulla remunerazione (7,5 milioni per il primo anno) del candidato ceo Andrea Orcel. Gli investitori istituzionali hanno espresso gradimento per la designazione del banchiere, ma il tema della remunerazione è stato sollevato dai proxy advisor Glass Lewis e Iss che contestano il fatto che l’elevata quota variabile del primo anno è svincolata dai risultati. Come voteranno i fondi? L’esito non impatta sulla nomina di Orcel ma, se dal voto dovesse emergere una quota consistente di fondi contrari, l’avvio del nuovo ceo sarebbe in salita nei rapporti con il mercato.

Bper

Altro ricambio al vertice da sottoporre al test degli investitori è quello in programma il 21 aprile all’assemblea di Bper. Nel varare il suo primo board dopo la trasformazione da popolare in Spa, il ruolo di king maker lo ha avuto il primo azionista Unipol (19%) che ha presentato la lista che esprimerà tra l’altro il nuovo amministratore delegato Piero Montani in sostituzione dell’uscente Alessandro Vandelli. Come tutte le svolte, bisognerà verificare quanto ampio sarà l’appoggio degli investitori istituzionali rispetto alla discontinuità imposta dal grande socio assicurativo.

Credito Valtellinese

Atmosfera ben più “calda” è attesa due giorni prima, il 19 aprile a Milano (e non più a Sondrio) per l’assemblea dei soci del Credito Valtellinese. Anche in questo caso il board è in scadenza ma il rinnovo cade proprio pochi giorni prima della fine del periodo (salvo proroghe) dell’Opa lanciata dal Credit Agricole. Un sovrapporsi di date che ha portato l’Agricole a chiedere di rinviare l’assemblea per le nomine, con relative remunerazioni triennali per il vertice, a dopo la fine dell’Opa. Il board del CreVal si è riservato di valutare il tema dal punto di vista legale, così come la Consob. Ma non è escluso che la decisione possa essere presa direttamente in assemblea, dove nella conta sarà decisivo il ruolo dei fondi d’investimento italiani e soprattutto esteri.

BancoBpm

Se all’ordine del giorno delle assemblee delle altre banche principali non vi sono temi caldi (quella di Intesa Sanpaolo è il 28 aprile, ma il board scade l’anno prossimo), c’è comunque attesa per quella di BancoBpm (15 aprile) che nell’ultimo anno è stata al centro di varie possibili aggregazioni che finora non sono decollate. Il tema è anche al centro dell’interesse degli azionisti “privati”, tanto che nell’ultimo anno la ex popolare ha visto nascere ben due patti di sindacato (al debutto in assemblea), oltrechè degli investitori istituzionali che, puntando sull’M&A, sono stati determinanti nel migliorare le valutazioni di Borsa della banca e ora confidano che qualcosa accada.

Civibank e Banca Sistema

Infine le assemblee di due realtà bancarie più piccole ma, paradossalmente, chiamate a prendere le decisioni di maggiore rilievo. La prima è quella di Banca Sistema, quotata allo Star, che riunisce l’assemblea dei soci il 30 aprile. Scade il cda, ma il tema “caldo” è un altro: si tratta dell’unica banca che ha deciso di far votare ai soci se “derogare” o meno ai vincoli posti dalla Vigilanza bancaria in materia di distribuzione dei dividendi relativi al biennio 2019-2020. Un argomento a cui gli investitori sono molto sensibili e la delibera, se approvata, creerebbe un precedente che altre banche potrebbero imitare.

Di rilievo locale, ma “storica” per il territorio, sarà anche l’assemblea dei soci di Civibank (ex Popolare del Cividale): pur non essendo tra le cooperative coinvolte dal decreto Renzi, il 12 aprile (il 14 in seconda convocazione) i soci sono chiamati a deliberare volontariamente la trasformazione da popolare in società per azioni. Il tema non coinvolge per ora gli investitori istituzionali ma, quando una banca diventa Spa, inizia sempre una nuova storia che prima o poi va a incrociarsi con il mercato.

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