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Banche: fino a 150 euro per comperare azioni

di Alessandra Puato

 

Quanto costa acquistare titoli in banca? Molto. Tanto da dimezzare, in alcuni casi, i rendimenti. Per investire 10 mila euro in azioni, considerate tutte le commissioni e nell’ipotesi che non ci siano altri investimenti in corso, si può spendere più di 150 euro all’anno, 124,26 euro in media. È quasi il doppio di quanto si può spendere per acquistare 10 mila euro di Btp: 73,55 euro. Per i Bot (scadenza oltre i sei mesi) bastano 50,21 euro, ma è sempre molto, in rapporto al rendimento. È come dire che, se un Bot annuale rende al netto L 1,5%, cioè 150 euro (su 10 mila euro investiti), un terzo del guadagno va perso in commissioni bancarie. E che, se le azioni rendono in media il 3%(da dividendi), dunque 300 euro, si volatilizza in spese la metà dell’incasso. La soluzione, potendolo fare, è rivolgersi alle banche online, dove i costi, nell’esempio dei 10 mila euro investiti, precipitano intorno ai 20 euro annui e non ci sono differenze fra l’acquisto di azioni e titoli di Stato. Acquistare Bot per 10 mila euro costa infatti 17,50 euro all’anno in media, mentre è di 21,50 euro la spesa annua sia per i Btp sia, soprattutto, per le azioni: quasi un decimo rispetto alle banche classiche. La ricerca Sono i risultati dell’ultima indagine condotta dall’Università Bocconi per CorrierEconomia . Sono stati considerati i dati su Patti-Chiari delle sei maggiori banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bpm, Bnl, Ubi) e di quattro istituti online (Fineco, Webank, Ing, IwBank). E sono stati ipotizzati tre casi d’investimento, tutti per un controvalore di 10 mila euro: la sottoscrizione in asta di Bot con durata superiore a 330 giorni; e l’acquisto sul mercato sia di Btp (con durata residua superiore all’anno) sia di azioni italiane. Certo, sono casi limite, anche perché si presume che i titoli non siano rivenduti e, come già detto, che siano l’unico investimento in portafoglio. Ma sono esempi significativi, anche perché rivelano l’incidenza delle commissioni. I costi finali (vedi tabella) comprendono infatti tutte le commissioni applicate oggi dalle banche: di amministrazione, d’invio documentazione, per la compravendita, più la voce «altre spese» (i vecchi «diritti di custodia» e la «comm i s s i o n e dossier» non vengono più fatti pagare). Due le notizie. Primo, le banche online hanno azzerato le spese di amministrazione e ridotto fino a oltre un terzo, rispetto agli istituti classici, quelle di compravendita. Secondo, proprio queste due voci di costo — in particolare le commissioni di compravendita, percentuali — fanno lievitare il prezzo nelle banche tradizionali. Le spese d’amministrazione possono toccare infatti, per le azioni, il picco dei 70 euro (Bnl, Ubi); e le commissioni per la compravendita allo sportello (con soglie minime, attenzione, che incidono di più sulle cifre basse) arrivano allo 0,76%(Mps), contro una media dello 0,19%nell’online. Vuole dire spendere, nel nostro caso, 76 euro, anziché 19 solo per questa voce. Per i Bot, questa commiss i o n e è d e L L o 0 , 3 0 %(0,19-0,20%nelle banche via Internet) e per i Btp dello 0,50%(0,19%via Internet). «Le banche online, avendo una struttura leggera, non hanno bisogno di differenziare i costi — commenta Stefano Caselli, docente di Economia degli intermediari finanziari in Bocconi, coordinatore della ricerca —. E la piattaforma d’accesso delle azioni costa, comunque, più di quella per i titoli di Stato. Ciò che fa la differenza, però, è la consulenza sulle azioni: online non c’è, nelle banche fisiche sì. È logico che il costo sia più alto» . Morale di Caselli: «Se devo acquistare dei Btp, perché andare allo sportello?» . La classifica Per l’acquisto delle azioni, nella nostra simulazione, la banca più cara è la Bnl di Fabio Gallia, con 151,16 euro all’anno («Ma sono previste anche condizioni diverse, a seconda del tipo di contratto: la commissione di compravemdita media nel 2010 è stata dello 0,2%» , precisa l’istituto). Seguono l’Ubi con 140 euro e, con 130,55 euro, il Montepaschi di Giuseppe Mussari, presidente Abi. La più conveniente è Intesa Sanapolo: 86,50 euro. Per sottoscrivere i Bot in asta, la più conveniente è l’Unicredit di Federico Ghizzoni (40 euro) e la più costosa la Popolare di Milano (56,40 euro) di Massimo Ponzellini. La cui controllata online, Webank, fa pagare lo stesso servizio a soli 15 euro, nel nostro caso: il costo più basso in assoluto per l’acquisto dei buoni del Tesoro. «Abbiamo dimezzato le commissioni sui Bot per rendere il servizio più efficiente — dice Stefano Cioffi, responsabile investimenti di Webank, che ha 50 mila depositi titoli —. Sulle azioni, certo, non c’è però consulenza, il cliente opera in totale autonomia» .

 

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