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Banche europee, al via altri esercizi di trasparenza

Oltre agli stress test, per le banche europee è in arrivo un nuovo esercizio che aumenterà il livello di trasparenza – e di comparabilità – dei bilanci. Per la quinta volta il sistema bancario del Vecchio Continente è alle prese con il “wide transparency exercise”, la verifica annuale di trasparenza voluta dall’Eba. Lanciato in settimana, l’esercizio darà i suoi risultati definitivi a dicembre. Nessun giudizio, nessuna soglia di capitale da superare, come accaduto – almeno in passato – per gli stress test. In questo caso l’Autorità bancaria europea punta a fornire al mercato un’analisi dettagliata della solidità patrimoniale degli istituti, ma anche delle esposizioni al rischio, le esposizioni sovrane e la qualità delle attività. Nel dettaglio, verranno forniti 900 mila dati relativi a 130 banche europee, che saranno rilasciati in occasione della pubblicazione del rapporto di valutazione del rischio (Rar), l’altro importante documento informativo progettato dalla Vigilanza Ue. L’esercizio di trasparenza copre del resto un ampio campione di banche e paesi e fornisce un set di informazioni finanziarie coerenti tra loro, banca per banca, e raccolte su base semestrali dal 2011. Un modo per «monitorare i rischi e le vulnerabilità e promuovere la disciplina di mercato», spiega l’Eba in una nota.
Diversamente dagli stress test, esercizi che sono realizzati dalle stesse banche, il “wide transparency excercise” è basato esclusivamente sui dati delle segnalazioni di vigilanza, così da mantenere il carico per le banche al minimo.
Nello specifico, i dati in via di raccolta riguarderanno le informazioni finanziarie su capitale, coefficiente di leva finanziaria, importi dell’esposizione al rischio, profitti e perdite, rischio di mercato, cartolarizzazioni, rischio di credito, esposizioni verso le esposizioni sovrane, non performing e forborne. Le informazioni riportate saranno per lo più in linea con gli esercizi precedenti, nonostante l’introduzione dell’Ifrs9 abbia richiesto una revisione dei modelli basati su Finrep. Inoltre, i dati sulle esposizioni sovrane saranno arricchiti con informazioni aggiuntive e allineati con le nuove tabelle di segnalazione di vigilanza.
L’esercizio di trasparenza dello scorso anno ha messo in luce una migliorata capacità di ripresa del settore bancario Ue, con un ulteriore rafforzamento della posizione patrimoniale, un miglioramento della qualità degli attivi e un lieve aumento della redditività. A giugno 2017, il Cet1 ratio a livello Ue si è attestato al 14,3%, in aumento di 70 punti base rispetto a giugno 2016. Merito in particolare della riduzione del denominatore, ovvero della contrazione dei prestiti erogati. L’Npl ratio è invece diminuito dal 5,4% al 4,5%, complice il calo degli Npl, a conferma dei progressi compiuti dalle banche sul fronte della pulizia del proprio bilancio. Segnali positivi sono arrivati anche dalla redditività, che è migliorata, ma che rimane pur sempre il tallone d’Achille del comparto bancario europeo: il rendimento medio del capitale netto si è attestato al 7,0%, in aumento di 130 punti base su base annua, il livello più alto dal 2014.

Luca Davi

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