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Banche, Europa verso l’accordo. Super-fondo per i salvataggi

BRUXELLES – La Commissione europea e il governo di Enrico Letta mettono da parte le recenti polemiche sul piano di riduzione del debito pubblico italiano. L’atteso faccia a faccia tra il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il vicepresidente finlandese della Commissione europea Olli Rehn, a margine dell’Eurogruppo incentrato sull’Unione bancaria, ha superato i toni scettici di Bruxelles sui conti pubblici italiani e ha mantenuto aperta la possibilità di ottenere nel 2014 i tre miliardi di flessibilità previsti dalla clausola Ue per gli investimenti.
Rehn ha ribadito «la valutazione» sull’ipotesi di un intervento aggiuntivo per la riduzione del debito italiano, annunciata il 15 novembre scorso. Ha però aggiunto che gli introiti di «privatizzazioni e revisione della spesa», richiamati da Saccomanni per garantire il rispetto degli obiettivi concordati con l’Ue, sono «parametri essenziali» per valutare la politica di bilancio. Pertanto «se gli effetti della spending review si vedranno nel 2014, si potrebbe creare il margine perché l’Italia benefici della clausola per gli investimenti».
Rehn e Saccomanni, per evitare rischi di ulteriori polemiche, non hanno commentato il contenuto specifico del loro colloquio a Bruxelles. Il vicepresidente della Commissione, ex calciatore in Finlandia, se l’è cavata sostenendo di aver raccontato al ministro dell’Economia che «la settimana scorsa ho giocato a Saint Gilles (un quartiere di Bruxelles, n.d.r.) con la maglia della Sampdoria e ho fatto un gol». Rehn ha ammesso solo che con Saccomanni ha «parlato anche di cose più serie». Tra queste c’era il tentativo dei ministri finanziari di convincere la Germania a trovare un accordo per completare l’Unione bancaria, sollecitata anche dalla Bce di Mario Draghi.
L’Eurogruppo si è impegnato per arrivare almeno a un compromesso di massima nell’Ecofin di oggi, dove sono rappresentati i 28 Paesi membri e si prevede una maratona con trattative a oltranza. «I ministri condividono un senso di urgenza sull’Unione bancaria e la volontà di raggiungere un accordo» da portare alla decisione definitiva del Consiglio dei capi di Stato e di governo in programma a Bruxelles il 19 e 20 dicembre prossimi. Dijsselbloem non ha confermato l’organizzazione di una successiva riunione notturna su una bozza di compromesso, limitata ai ministri di Germania, Francia, Italia e Spagna, simile a quella convocata venerdì scorso a Berlino dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Ci ha pensato Saccomanni. «Sto andando alla riunione “segreta” sull’Unione bancaria – ha fatto ironicamente sapere il ministro dell’Economia via twitter -. Insieme a Francia, Germania, Spagna, Commissione e presidenza Eurogruppo». In caso di nulla di fatto è già previsto un Ecofin straordinario alla vigilia del summit del 19 e 20 dicembre.
Le resistenze della Germania si concentrano sull’impegno comune a finanziare il fondo di salvataggio per le banche e la garanzia sui depositi. A Berlino hanno già speso 64 miliardi per salvare banche tedesche dal tracollo e senza risolvere tutti i problemi. Non vorrebbero ulteriori esborsi per aiutare istituti di credito di altri Paesi dell’eurozona.

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