Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche e petrolio pesano sulle Borse

Prima seduta della settimana all’insegna delle vendite sui mercati azionari continentali che hanno archiviato la seduta con ribassi sostenuti a Milano (-1,52%), Parigi (-0,52%), Francoforte (-0,76%), Madrid (-1,01%) e Londra (-0,78%). Flessioni determinate per lo più da quesi settori che la scorsa settimana avevano corso di più: banche, società petrolifere e minerarie.
Il comparto del credito, in assoluto quello che ha perso di più da inizio anno (-16% il calo a livello europeo), settimana scorsa aveva guadagnato in media il 5,07% in tutta Europa. Una performance positiva che ha visto brillare in particolare i titoli più a sconto: quelli delle banche dei Paesi periferici:Italia e soprattutto Spagna (nell’ultima settimana le banche iberiche hanno guadagnato circa il 9%). Rialzi che evidentemente ieri gli investitori hanno voluto monetizzare a giudicare dall’andamento dello Stoxx bancario europeo che ha perso l’1,81% con una delle peggiori performance tra i panieri continentali. O l’indice che monitora le quotazioni dei nostri istituti di credito: il Ftse Italia Banche ieri in calo del 3,39 per cento. È stato soprattutto a causa delle vendite sul settore bancario, il cui peso è storicamente preponderante sulla capitalizzazione della Borsa di Milano, che ieri l’indice Ftse Mib ha registrato la peggiore performance tra i maggiori listini europei.
I realizzi sul comparto bancario, reduce da un rimbalzo del 18% dai minimi di inizio mese, sono stati favoriti da una nota di Moody’s in cui gli analisti dell’agenzia di rating avvertono che l’investimento nel fondo Atlante potrebbe avere ripercussioni negative sul merito di credito delle banche maggiori per via del rischio di risoluzione (bail-in) che grava su istituti come la Popolare di Vicenza, il cui aumento di capitale è garantito proprio dal veicolo partecipato dall’industria bancaria. Secondo Moody’s le banche più a rischio sarebbero Unicredit e Intesa (vedi articolo a pag. 23) e non è un caso che proprio le azioni della banca di Piazza Gae Aulenti siano state le più penalizzate ieri a Milano con un ribasso del 5,75% che ha portato il titolo a chiuedere a 3,31 euro per azione. Oggi Unicredit tratta ad un valore di mercato pari a 0.41 volte il patrimonio. Numeri che indicano prezzi a forte sconto. Nel confronto con la sua media storica: nell’ultimo triennio il rapporto prezzo patrimonio medio è stato di 0,6 volte; nel confronto con il suo principale concorrente interno: Intesa Sanpaolo tratta a 0,8 volte il patrimonio. Così come rispetto alle valutazioni medie del settore in Europa dove i multipli prezzo patrimonio sono in media di 0,9 volte secondo la banca dati S&P Capital IQ.
Oltre agli istituti di credito le prese di profitto hanno interessato i settori petrolifero e minerario le cui oscillazioni, sulla scia degli umori altalenanti del mercato delle commodities, da tempo condizionano i mercati azionari europei. Per buona parte del 2016 l’orientamento dei prezzi è stato al rialzo per materie prime e classi di investimento ad esse correlate (come le azioni delle società petrolifere e minerarie) che hanno recuperato parte dell’abbondante terreno perso nell’ultimo anno e mezzo. La scorsa settimana in particolare è stata molto positiva dato che, nonostante il mancato accordo al vertice di Doha dei Paesi esportatori su un congelamento della produzione di greggio, il prezzo di Brent e Wti si è riportato sui livelli dello scorso novembre a tutto beneficio in Borsa dei settori Oil&Gas (+3,74% il guadagno settimanale in Europa) e Materie prime (+6%). Un balzo che gli investitori hanno evidentemente voluto monetizzare ieri a giudicare dalle performance degli stessi panieri che hanno perso rispettivamente l’1,24 e il 3,6 per cento.
Vendite infine anche per i titoli di Stato. Il tasso dei BTp decennali ha toccato ieri quota 1,55% sui massimi da due mesi con il differenziale sui Bund tedeschi (spread) che ha chiuso gli scambi a quota 127 punti base.

Andrea Franceschi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa