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Banche e benzina, governo in campo

di Alessandra Puato

MILANO — Banche e petrolio, si muove il governo. Ieri Mister prezzi, Roberto Sambuco, ha confermato, in audizione al Senato, la notizia dell’avvio di un’indagine sulle commissioni applicate dalle banche ai clienti, anticipata dal Corriere della Sera: in testa la spesa per il prelievo di contante allo sportello, che può toccare i tre euro. «Una vicenda rilevante, perché rischia di generare disagi per alcune tipologie di consumatori, con il rischio di colpire le fasce più deboli della popolazione» , ha detto il garante dei prezzi. Paolo Romani, ministro per lo Sviluppo, con i colleghi Stefania Prestigiacomo (Ambiente) e Giancarlo Galan (Agricoltura), ha convocato per il 15 marzo i vertici dell’Abi, delle aziende di energia rinnovabile, dei gestori di rete e dei consumatori. Sempre Romani ha poi convocato per domani la Commissione tecnica di valutazione sui prezzi della benzina, per «studiare i possibili interventi strutturali e congiunturali da adottare» , dopo i continui rincari con picchi di 1,616 euro per la benzina in Campania e di 1,497 euro per il gasolio in Sicilia. «Se fosse confermato il trend al rialzo dei prezzi dei carburanti — ha detto Mister prezzi — sarà necessario pensare a interventi mirati di congelamento temporaneo dell'accisa» , che incide sul prezzo finale per il 50-60%. Secondo Romani, occorre agire sull’estensione dei self service. L’indagine sul caro banche, che secondo fonti vicine al dossier dovrebbe concludersi in tre mesi e che riguarderà anche le spese sostitutive della commissione di massimo scoperto, ieri ha scatenato la secca presa di posizione dell’Abi. «Apprendiamo da fonti d’informazione delle intenzioni di Mister prezzi di introdurre nuovi vincoli all’operatività del sistema bancario, intervenendo sul sistema dei prezzi— ha detto l’Associazione bancaria italiana —. Sono misure che ricordano tanto un passato di cui non si sente alcuna nostalgia. Le banche italiane sono trasparenti e fra loro in concorrenza» . «Ancora una volta il sistema bancario fa pagare i costi alle famiglie» , dicono Adusbef e Federconsumatori. L’intenzione del garante dei prezzi è comunque andare avanti nel confronto, senza posizioni precostituite. Anche perché l’Abi non può intervenire sulle politiche di prezzo delle singole banche. Gli sbocchi possibili dell’inchiesta sono considerati tre: una proposta al governo per una normativa di settore, tale da garantire la maggiore trasparenza delle commissioni bancarie; la segnalazione all’Antitrust, nel caso ricorressero i presupposti; e un’azione di «moral suasion» presso le banche, in questo momento in cui, come ha segnalato Banca d’Italia, salgono i prestiti alle famiglie (+5%in gennaio su base annua) e cala la raccolta da conti correnti. Analizzando i costi massimi delle sei maggiori banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm, Mps, Ubi, Bnl, dati Patti-Chiari al 3 marzo scorso), emerge del resto che oggi un prestito personale può avere un tasso annuo effettivo globale del 13,21%in media, a fronte di un rendimento dei conti correnti prossimo allo zero (0,004%). Una forbice di oltre 13 punti. 

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