Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche e auto spingono le Borse

Nel giorno in cui Wall Street è rimasta chiusa per festività è arrivato anche la seconda seduta consecutiva di rimbalzo per l’Europa, ed è a suo modo un evento da ricordare in questo 2016 iniziato controcorrente per i mercati azionari. Piazza Affari, tanto per fare un esempio, aveva chiuso con un segno più due giorni di seguito soltanto una volta, un mese fa, ma registrando performance ben più modeste. Ieri invece l’indice Ftse Mib ha guadagnato il 3,19% dopo il +4,7% di venerdì, sostenuto ancora una volta dal recupero dei titoli del settore finanziario e dell’auto.
Non ha viaggiato da sola, la Borsa milanese, perché il denaro ieri si è visto anche nel resto d’Europa: +3,26% per Madrid, +3,01% per Parigi, +2,67% per Francoforte e +2,04% per Londra. E prima ancora il maxi-rimbalzo aveva interessato Tokyo (addirittura +7,16% nonostante il rallentamento più marcato delle attese dell’economia nipponica nel quarto trimestre), ma non Shanghai (-0,6%) che però scontava la riapertura dei mercati dopo una settimana di festeggiamenti per il Capodanno cinese.
Proprio dalla Cina sono evidentemente arrivate le prime spinte favorevoli ai listini: non tanto sul versante macroeconomico (i dati sulla bilancia commerciale hanno infatti deluso sia sul versante dell’export, sia per l’import) quanto sul fronte valutario. Il forte (e inatteso) apprezzamento dello yuan, di cui si parla in modo approfondito nella pagina a fianco, è uno di quegli eventi che i mercati salutano con favore, soprattutto perché induce alla debolezza di yen ed euro.
La valuta comune, in particolare, è scesa poco sopra a 1,11 dollari, tornando cioè sui livelli di una settimana fa, ma in questo movimento ci ha messo del suo anche Mario Draghi. Nel suo intervento al Parlamento europeo, il presidente della Banca centrale europea non ha poi fornito indicazioni particolarmente nuove, ha però indirettamente confermato che vi saranno ulteriori interventi di politica monetaria nella riunione del marzo e tanto è bastato. Il sostegno, sotto questo aspetto, si è visto anche sui titoli di Stato dell’Eurozona, che dal «centro» alla «periferia» si sono mossi tutti al rialzo riducendo di conseguenza i rendimenti. Quelli dei BTp decennali (1,61%) sono scesi leggermente di più dei Bund tedeschi (0,24%), limando quindi lo spread a 137 punti base. La palma di migliore della giornata va però al Portogallo (-20 punti base al 3,44% il decennale), che prova a ricucire ulteriormente lo strappo subito nei primi 40 giorni dell’anno.
Detto del proseguimento del rimbalzo del petrolio (il Wti è tornato a sfiorare i 30 dollari, pur se in un contesto di volumi ridotti vista la festività Usa, anche in attesa dell’incontro Arabia-Russia per discutere sulla situazione del mercato del greggio e di possibili tagli alla produzione), occorre però ricordare l’altra faccia della medaglia, ovvero il passo indietro di tutte quelle attività che avevano tenuto il passo nei giorni di bufera, Bund a parte: i già ricordati euro e lo yen da un lato, l’oro (-3% dopo la migliore settimana da 4 anni) dall’altro.
Nel complesso, secondo la teoria che va per la maggiore fra trader e analisti, i rialzi di ieri sarebbero ancora da collegare a movimenti di carattere essenzialmente tecnico. «Le attività a rischio si trovano in una condizione di ipervenduto e lasciano spazio per un rimbalzo tattico», sostengono gli strategist di Morgan Stanley. Che però invitavano anche a fare maggior selezione (quella stessa che il mercato ieri non è stata in grado di effettuare), preferendo le azioni al di fuori degli Stati Uniti (che nelle ultime fasi tempestose avevano sovraperformato) e i corporate bond made in Usa e mantenendo invece un atteggiamento cauto verso le obbligazioni europee: sia che si parli di quelle emesse dalle banche, sia che si parli di titoli di Stato. Oggi, con il ritorno sulla piazza degli investitori statunitensi, il test sarà di sicuro più probante.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa