Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche e assicurazioni, l’Ires sale al 36%

Saranno banche e assicurazioni a saldare il conto della seconda rata rata Imu: nel 2013 con un maxi acconto Ires che sfiora il 130% e sempre per il 2013 con un’addizionale Ires dell’8,5% che di fatto farà schizzare al 36% l’aliquota Ires dovuta da istituti di credito, Bankitalia e compagnie assicurative. Non solo. Per gli istituti di credito il conto diventa più salato con il versamento del nuovo acconto al 100% sul risparmio amministrato.
Come contentino banche e assicurazioni si vedranno differire dal 2 dicembre (il 30 cade di sabato) al prossimo 10 dicembre il termine entro cui versare i maxi-acconti 2013. Un termine questo, che, secondo quanto reso noto dallo stesso comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri di ieri con cui è stata cancellata la seconda rata Imu (ma non per tutti, si veda il servizio nella pagina successiva), varrà per tutti i soggetti Ires.
Il che lascia presagire che il Governo nelle prossime ore farà scattare anche la clausola di salvaguardia per coprire il buco nelle casse dello Stato di oltre 600 milioni che ancora grava sull’addio alla prima rata Imu 2013. Secondo le ultime indicazioni per le imprese si profila un nuovo aumento degli acconti Ires e Irap rispetto al primo rialzo dal 100 al 101% imposto a fine giugno dal Governo per rinviare a ottobre l’aumento del l’aliquota Iva.
L’asticella degli acconti 2013 per tutte le società, diverse da banche e assicurazioni, allo stato dovrebbe toccare i 102,5 punti percentuali. Il mancato gettito che si verrà a creare con il saldo versato dalle imprese il prossimo anno prevede, sempre e solo come clausola di salvaguardia, l’aumento delle accise sulla benzina. Che, salvo risorse recuperate con altre entrate una tantum, dal 1° gennaio 2014 dovranno garantire allo stato non meno di 670 milioni di euro. Ovvero l’equivalente di quanto inzialmente previsto come maggiori entrate attese dal decreto Imu di fine agosto, ma mai del tutto arrivate, dalla sanatoria sulle new slot.
Il decreto dell’Economia in diritura d’arrivo viaggerà, dunque, in parallelo al decreto legge approvato ieri e che, come detto, prevede una vera e propria stangata sui bilanci di banche e assicurazioni. Oltre al maxi-acconto al 130%, infatti, questi soggetti per l’anno d’imposta 2013 si vedranno applicare un’addizionale di 8,5 punti percentuali che porta così l’aliquota Ires dal 27,5% al 36 per cento.
L’addizionale, inoltre, sarà dovuta in forma autonoma dai soggetti che hanno scelto la tassazione di gruppo. Mentre chi ha optato per il regime di trasparenza dovrà applicare l’addizionale dell’8,5% senza considerare il reddito della partecipata.
A gravare sulle spalle delle banche e di tutti gli intermediari finanziari sarà anche il nuovo acconto al 100% sul risparmio amministrato. Istituti e intermediari entro il 16 dicembre di ciascu anno dovranno versare l’acconto del 100% dell’imposta sostitutiva dovuta sui versamenti effettuati sulle plusvalenze maturate dai clienti nei primi undici mesi dell’anno. L’anticipo versato potrà essere comunque scomputato dal 1° gennaio dell’anno successivo dai versamenti della stessa imposta sostitutiva.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa