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Banche di nuovo sotto attacco sui mercati è «rischio Italia»

di Stefania Tamburello

ROMA — Il segno positivo di martedì era stato solo un momentaneo segnale di tregua. Ieri le Borse di tutta Europa hanno ripreso ad oscillare con Wall Street in calo per la quarta seduta consecutiva e Piazza Affari di nuovo in caduta, più delle altre, trascinata all’ingiù ancora una volta dai titoli bancari. E sui mercati del reddito fisso, sempre in preda al nervosismo, i Btp italiani hanno ampliato fino a 313 punti base il loro differenziale di rendimento con i Bund tedeschi di uguale durata, considerati l’investimento più affidabile. In attesa del nuovo test del Tesoro, che ieri ha collocato i Buoni decennali indicizzati all’euro per 948 milioni con tassi in sensibile rialzo al 4,07%dal 2,51%precedente, e che oggi offrirà agli investitori volumi ben più ampi del nuovo Btp triennale e del Btp a dieci anni. La sfiducia e la speculazione continuano a dominare i mercati al di qua e al di là dell’oceano sotto il peso dei timori sul debito Usa, nonché della paura di un possibile contagio della crisi dei debiti sovrani partita dalla Grecia il cui rating ieri, dopo Moody’s, è stato declassato anche da Standard &Poor’s. L’attacco è all’intera zona dell’euro, ma nel mirino ci sono soprattutto Spagna e Italia. Speculare su un default di Atene «sarebbe il modo più sicuro per perdere dei soldi» dopo le misure decise a Bruxelles la settimana scorsa, ha detto ieri il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet rispondendo così ai declassamenti decisi dalle grandi società di rating che considerano il Paese ellenico alle soglie dell’insolvenza tecnica. «L’euro è una valuta solida e credibile» ha aggiunto il numero uno di Eurotower al settimanale francese Le Point prendendo poi ad esempio positivo l’Italia per la manovra antideficit appena varata. Ma ci ha pensato il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schäuble a vanificare l’effetto rassicurante delle parole di Trichet: «Niente assegni in bianco» per l’utilizzo del Fondo salva Stati europeo (Efsf) a sostegno dei titoli dei Paesi sotto tensione, ha detto precisando, ma senza citare Spagna o Italia, che «la situazione finanziaria di alcuni Paesi, che di recente hanno attirato molta attenzione, non è tale da doversi seriamente preoccupare» . Una precisazione davvero tiepida che non ha certo aiutato le sorti dei Btp italiani che ieri hanno superato stabilmente lo spread di 300 punti rispetto ai Bund tedeschi. In questa situazione, le aste di oggi potranno dover scontare prezzi più bassi e rendimenti più alti soprattutto per i nuovi Btp triennali, una scadenza che in periodi d i volatilità, appare come la più rischiosa. Le tensioni sul debito si sono riversate in Borsa sulle quotazioni dei titoli delle banche che hanno una bella fetta di titoli di Stato in portafoglio, anche se non indeboliscono la solidità patrimoniale: rappresentano il 20%del totale e sono comunque una quota minore di quella detenuta dagli istituti di credito spagnoli o francesi. Ma è più di un mese che prosegue il ping pong, la rincorsa tra le tensioni sul reddito fisso e i ribassi delle quotazioni bancarie: Piazza Affari ha chiuso in discesa del 2,81, con Intesa Sanpaolo in calo del 5,13%e Unicredit del 4,30%, Madrid ha perso l’ 1,93%, Parigi l’ 1,4%, Francoforte l’ 1,3%e Londra l’ 1,23%. L’euro è scivolato a 1,44 sul dollaro e l’oro ha confermato il suo primato di bene rifugio raggiungendo il nuovo massimo storico, sopra gli 1,628 dollari ad oncia.

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