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Banche di credito cooperativo più protette

Per beneficiare delle agevolazioni fiscali le banche di credito cooperativo (Bcc) devono rispettare i requisiti non lucrativi previsti dall’articolo 2514 del Codice civile e il vincolo di operatività prevalente con soci disciplinato dall’articolo 35 del Testo unico bancario (Tub). Non costituisce causa di revoca delle agevolazioni il mancato conseguimento della “mutualità di vantaggio”, intesa come applicazione ai soci di condizioni più favorevoli rispetto ai clienti non soci o a quelle praticate sul mercato. Così come non rileva l’eventuale operatività svolta, fuori dalla zona di competenza territoriale, in eccedenza rispetto al limite del 5% delle attività di rischio complessivamente assunte. Queste carenze non rilevano a condizione che non siano tali da palesare l’esercizio di un’attività speculativa invece che mutualistica.
Le precisazioni sono contenute nella risoluzione 45 di ieri con la quale l’agenzia delle Entrate riassume la consulenza giuridica resa a Federcasse il 6 dicembre 2011 e già commentata sul Sole 24 Ore il 9 febbraio scorso.
I chiarimenti si sono resi necessari perché, durante i controlli fiscali, alcuni verificatori hanno riscontrato ulteriori requisiti, quali quelli inerenti alla mutualità di vantaggio e alla competenza territoriale, i cui dati sono già oggetto di vigilanza da parte di Banca d’Italia. In realtà, si vorrebbe ignorare che le Bcc sono necessariamente cooperative a mutualità prevalente, perché il legislatore ha ricondotto nell’ambito della stessa normativa bancaria entrambi i requisiti richiesti, soggettivo e oggettivo. L’articolo 150-bis del Tub prescrive, infatti, che lo statuto delle Bcc debba contenere le clausole non lucrative previste dall’articolo 2514, primo comma. Mentre l’articolo 28 del Tub ha attribuito esclusiva rilevanza alla prevalenza, calibrata alle esigenze e caratteristiche dell’attività creditizia, prevista dal successivo articolo 35 per l’attività con i soci ed escludendo l’applicabilità alle Bcc dell’articolo 2513 (criteri per la definizione della prevalenza). In proposito, le Entrate precisano che l’operatività prevalente deve essere verificata al termine del periodo d’imposta come dato medio ritraibile dall’indice rilevato al termine di ciascun trimestre solare.

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