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Banche, decreto omnibus per obbligazionisti e Bcc

Ultima spolverata al decreto omnibus sul sistema bancario italiano. L’approvazione definitiva è attesa per oggi in consiglio dei ministri. Dopo una serie di rinvii, il governo sembra ormai pronto a varare in un solo testo tutte le norme che serviranno, da un lato a rafforzare il sistema creditizio, dall’altro a rimborsare i risparmiatori che sono rimasti coinvolti nel default di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti, e Cariferrara. Incluso inoltre il capitolo Bcc. In merito al problema dei ristori agli obbligazionisti subordinati, il decreto conterrà le regole per ottenere i rimborsi, che non dovrebbero eccedere i 100 mila euro a investitore. Secondo alcune indiscrezioni, su questo punto, la bozza mette in campo 8 indici presuntivi (con un ampio spettro di casi previsti) e 9 elementi di valutazione rilevanti. Se il provvedimento omnibus dovesse poi rivelarsi eccessivamente corposo, il governo provvederà a scorporare le norme che definiscono i criteri dei rimborsi spettanti agli obbligazionisti. Proprio sulla definizione di tali ultimi criteri sembra dunque completamente tramontata l’ipotesi iniziale di un ulteriore dpcm che ne specifici i tecnicismi. «Al netto delle scelte tattiche», ha commentato ieri il premier Matteo Renzi nella newsletter, «il punto chiave è che il sistema bancario deve trasformarsi».

Nel provvedimento dovrebbero confluire inoltre le norme che riguardano le garanzie sui crediti in sofferenza, nuove disposizioni in materia di diritto fallimentare e la riforma del sistema del credito cooperativo. Riguardo ai crediti deteriorati, il provvedimento servirà a dare una definizione dell’accordo cui sono giunti il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan d’intesa con Bruxelles sull’acquisto di garanzie pubbliche (Gacs) da parte degli istituti del credito privati, a copertura delle sofferenze bancarie cartolarizzate. I nodi più difficili da sciogliere, che avevano riguardato i criteri di accertamento in sede arbitrale delle violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, trasparenza e correttezza imposti dal Tuf, sarebbero stati superati in fase di definizione del testo.

Infine il capitolo Bcc: il decreto prevederà la costituzione di una capogruppo (spa) con licenza bancaria, il cui capitale sarà detenuto in misura maggioritaria dalle Bcc. La capogruppo, il cui capitale minimo viene fissato a 1mld, eserciterà funzioni di indirizzo e controllo e ad essa le banche aderiranno attraverso un contratto di coesione.

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