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Banche dati fiscali da centralizzare

Memoria dei dati fiscali piena per il dipartimento delle Finanze, che è attualmente al lavoro per la costruzione di uno strumento che permetterà di incrementare lo spazio disponibile per l’archiviazione dei dati. Lo ha affermato Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle finanze, in audizione ieri in commissione anagrafe tributaria sulla digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali che ha spiegato come il nuovo strumento consisterà nel «data lake che centralizzerà in un unico punto di accesso l’intero patrimonio informativo di interesse per la direzione studi e ricerche economico-fiscale del dipartimento. Questi avanzamenti consentiranno risparmi in termini di costi di gestione dei dati e una maggiore efficienza nell’analisi dei dati». La messa a regime dei dati della fatturazione elettronica è novità di assoluto rilievo per Lapecorella. L’integrazione dei dati delle dichiarazioni fiscali, imposte dirette, Iva e bilanci delle società di capitali con le informazioni derivanti dall’archivio della fatturazione elettronica e delle liquidazioni periodiche Iva, operata dalle finanze dal 2020, «ha permesso di simulare l’andamento del fatturato e dei costi delle imprese in modo tempestivo e robusto ai fini della valutazione d’impatto dello shock pandemico su indicatori economici come l’utile di cassa o il fabbisogno di liquidità delle imprese». Nel corso dell’audizione Lapecorella ha analizzato le principali evoluzioni del sistema informativo della fiscalità negli ultimi anni, le banche dati gestite dalle strutture organizzative della fiscalità e i servizi offerti dal dipartimento delle finanze alle altre pubbliche amministrazioni, ai cittadini e alle imprese. In particolare ha evidenziato che, nell’ultimo anno è stata effettuata l’integrazione del modello di microsimulazione Irpef e del modello di microsimulazione Iva, che consentirà «di simulare simultaneamente gli effetti congiunti di riforme che potrebbero incidere sia sui redditi sia sui consumi». Lapecorella ha poi affermato la necessità di «una semplificazione, un miglioramento dell’inclusività dei servizi oltre alla reingegnerizzazione dei processi amministrativi», dopo aver evidenziato che l’Italia è stata collocata dalla Commissione Europea al 25esimo posto su 28 con riferimento all’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società. «La misura dell’indice manifesta uno scarso utilizzo dei servizi in rete da parte della popolazione. Si tratta di una crisi di domanda dei servizi digitali pubblici e privati». Il dg ha concluso affermando che, con riguardo ai dati dell’imposta municipale propria «arriverà a breve la predisposizione di una dichiarazione Imu precompilata.»

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