Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche da rimbalzo. Dopo le crisi ecco chi sale di più  

Per cavalcare il rimbalzo occorre salire in sella ai titoli bancari. Da inizio anno Piazza Affari perde il 19%, un dei peggiori inizi della storia. Ma dallo scorso 11 febbraio, giornata di minimi dell’anno, il rialzo è stato a due cifre: +11%.
Un movimento guidato principalmente dai titoli del settore finanziario, in particolare gli istituti di credito. La Banca Popolare dell’Emilia Romagna in cinque sedute ha fatto un balzo del 32%, mentre il Banco Popolare del 27%. Si è messa in luce anche Ferrari, con un progresso del 23%. Un movimento, quello del cavallino rampante, innescato dagli acquisti legati alla notizia che il finanziere statunitense George Soros, ha investito 28 milioni nel titolo, diventando uno dei primi 10 soci. Ma se nel caso di Ferrari il movimento potrebbe avere un’origine speculativa nel caso delle banche si tratta di una costante.
Se si osserva infatti il comportamento dei titoli di Piazza Affari nei periodi successivi ai più recenti crolli, si scopre che tra i migliori performer ci sono proprio le società del credito e quelle dell’asset management, come Azimut e Banca Generali, I titoli finanziari, insomma. Nell’accezione più larga del termine . Lo mostra un’analisi di Corriere Economia sulle performance delle società con oltre un miliardo di euro di capitalizzazione negli ultimi sette anni. Era il 9 marzo del 2009 quando, a seguito del crac di Lehman Brothers l’indice Ftse Mib toccò i 12.844 punti. Da quel momento iniziò un rapido rialzo conclusosi il 16 ottobre dello stesso anno che portò l’indice a 24.551 punti (+ 91%). Ma nello stesso periodo EI Towers società attiva nella gestione di torri di trasmissione del segnale televisivo e telecomunicazioni è cresciuta del 624%. Alle sue spalle Unicredit balzata in avanti del 340% e infine Banca Generali +325%.
Le onde
Un movimento simile ha seguito la crisi dello spread dei titoli governativi dei Paesi periferici che, nel luglio del 2012, spinse l’indice sul minimo storico di 12.295 punti. Da quel momento Piazza Affari ha progressivamente recuperato sino a toccare l’apice di 24.157 punti il 17 luglio del 2015 portando a casa una performance positiva del 97%. Anche in questo caso non sono mancati i rally a tre cifre: Replay società di consulenza specializzata sui nuovi canali di comunicazione e media digitali ha guadagnato il 465%. A poca distanza Iren, società attiva nei campo dei servizi pubblici locali, +413% e, Brembo, tra i leader al mondiale nella produzione di impianti frenanti a disco per veicoli, +400%. Ma nella lista dei titoli specializzati nel massimizzare i recuperi del listino dai minimi ci sono soprattutto banche e asset manager, presenti in entrambe le classifiche. La pattuglia è guidata in termini di capitalizzazione da Intesa Sanpaolo. Il principale istituto di credito italiano ha messo a segno un rialzo del 122% dai minimi post crisi Lehman e del 300% dopo quella degli spread. E oggi? Intesa ha recuperato poco più del 9% dai minimi dello scorso 11 febbraio, poco meno del listino. La società ha recentemente diffuso i risultati di bilancio del 2015 che si è chiuso con un utile netto di 2,74 miliardi, da 1,25 miliardi del 2014. Un dato superiore alle attese degli analisti che nei giorni successivi hanno adeguato le proprie stime.
La Banca Popolare di Milano è invece il titolo della lista dei top performer che si è distinto anche nel recente rimbalzo. Nelle cinque sedute successive i minimi dell’11 febbraio è salito del 20%. Di buon auspicio se si considera che l’istituto di credito milanese nei due precedente rally post crisi ha guadagnato rispettivamente il 238% e il 253%. La società beneficia anche di un appeal speculativo legato all’imminente aggregazione con il Banco Popolare. Le trattative per una fusione con sono continue e serrate: una conclusione è attesa per fine febbraio. Nel frattempo sono stati comunicati i risultati del 2015 che hanno riportato un utile netto di 288,9 milioni: +24,4%.
L’eccezione
Unico titolo industriale a fare parte dei rimbalzisti seriali è Brembo. La possibilità che la tradizione possa essere confermata anche questa volta arriva dalle comunicazioni Consob, dalle quali emerge che l’amministratore delegato, Abbati Marescotti, lo scorso 9 febbraio ha comprato 12.300 azioni ad un prezzo medio di circa 32,50 euro, per un totale di 400 mila euro. Brembo il 30 dicembre scorso ha segnato il suo massimo storico a 44,68 euro, chiudendo il 2015 con un rialzo del 62%.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa